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La riforma della Montagna
slitta a settembre

L'assemblea dei sindaci della Montagna riunita nella sede della Regione a Udine ha approvato all'unanimità la costituzione di un tavolo di lavoro formato da una quindicina di componenti indicati dalle Comunità montane per sistemare ciò che ancora non va. La riforma della Montagna
 slitta a settembre

Il tavolo lavorerà ad una sintesi delle proposte pervenute dalle diverse amministrazioni locali ad integrazione e miglioramento del Ddl regionale di riordino e semplificazione dell'ordinamento locale in territorio montano.

 

La proposta, fatta da alcuni sindaci dell'assemblea presieduta dall'assessore al Bilancio del Comune di Gorizia Guido Pettarin (è intervenuto il 20 per cento degli 84 sindaci presenti su 95 iscritti), è stata rilanciata dal presidente della Regione Renzo Tondo, il quale ha auspicato così di arrivare alla fine dell'estate con un disegno di legge in grado di accogliere il consenso non solo della maggioranza, ma di tutta l'Aula consigliare. Presente alla riunione assieme agli assessori alle Autonomie Locali Federica Seganti e alla Funzione pubblica Andrea Garlatti, Tondo ha confermato che oggi è stato avviato un percorso che coinvolgerà tutto il Friuli Venezia Giulia e invitato i sindaci a considerare un'opportunità e non una penalizzazione il fatto che la riforma parta dalla Montagna.

 

Tondo ha ringraziato il presidente dell'Assemblea per il lavoro svolto ed ha sottolineato la validità del metodo portato avanti nella fase d'avvio, approccio che ''ha garantito un livello di partecipazione e democrazia raggiunto in pochi altri casi''.

 

Il disegno di legge era stato illustrato da Federica Seganti, che ne aveva evidenziato i temi di magggior rilevanza ricordando come il documento, formulato per garantire la funzionalità degli enti locali dopo la soppressione delle Comunità montane, fosse ancora una proposta di legge da completare con le indicazioni del territorio. Dichiarandosi orgoglioso d'aver dato il via in regione ad un ''percorso tremontiano'', il presidente della Regione ha quindi invitato i presenti a rimuovere ogni campanilismo e a guardare alla necessità di continuare a dare servizi ai cittadini, assicurando la funzionalità dei Comuni anche se la fiscalità prodotta dal territorio sarà in diminuzione ancora per qualche anno.

 

''Non ci sono sempre soluzioni semplici a problemi complessi e stiamo trattando una materia che ha parecchie sfaccettature - aveva detto a sua volta Andrea Garlatti - ma abbiamo uno schema, un modello che possiamo costruire assieme, facendolo diventare lo strumento di un riordino complessivo che partendo dal territorio montano coinvolga l'intero sistema delle Autonomie locali''.


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