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29/12/2011

Rinnovata solo per un altro anno
la delega per i Servizi sociali dei comuni

di David Zanirato
E sempre in ottica di difesa della sanità montana, su proposta dell’assessore comunale di Prato Carnico Erica Gonano, è stato predisposto all’unanimità un ordine del giorno che sta venendo votato sempre dai consigli comunali carnici, nel quale si sottolinea alla Regione “la contrarietà del territorio alla costituzione di una azienda Sanitaria unica calata dall’alto". Rinnovata solo per un altro anno
la delega per i Servizi sociali dei comuni

Nessun mandato in bianco, sarà rinnovata solamente per un altro anno, l’intero 2012, la delega per il Servizio sociale dei Comuni che dal 1997 l’Assemblea dei Sindaci dell’ambito distrettuale 3.2. della Carnia, conferiva ogni lustro all’Azienda Sanitaria locale n. 3 “Alto Friuli”.

 

La decisione, che sta venendo ratificata dai vari consigli comunali, è stata presa dalla stessa Conferenza dei sindaci carnici, guidata dall’assessore comunale di Tolmezzo Cristiana Gallizia, in quanto “con i disegni di riorganizzazione della sanità a livello regionale che guardano ad una azienda territoriale unica, non ci sentiamo di dare una delega in bianco rispetto al servizio sociale dei comuni; ecco quindi – ha spiegato la Gallizia – che nell’attesa di avere chiarificazioni sul destino della nostra azienda sanitaria montana abbiamo assunto a maggioranza ed in via prudenziale questa decisione, che coinciderà con la scadenza della Convenzione istitutiva del Servizio Sociale dei Comuni (10 dicembre 2012); starà a noi amministratori carnici – ha proseguito la Gallizia - valutare quindi in chiave futura come eventualmente far proseguire questo servizio indispensabile sempre attraverso una gestione comprensoriale, tra le ipotesi quella di creare un consorzio tra comuni oppure farla rientrare nelle competenze della futura Unione dei comuni montani”.

 

E sempre in ottica di difesa della sanità montana, su proposta dell’assessore comunale di Prato Carnico Erica Gonano, è stato predisposto all’unanimità un ordine del giorno che sta venendo votato sempre dai consigli comunali carnici, nel quale si sottolinea alla Regione “la contrarietà del territorio alla costituzione di una azienda Sanitaria unica calata dall’alto, senza gli opportuni approfondimenti e valutazioni e senza alcuna concertazione”.

 

In parte si richiama il documento approvato dalla Conferenza dei Sindaci dell’Azienda Sanitaria n. 3 “Alto Friuli” il 5 luglio ultimo scorso, al quale si aggiunge la richiesta di non vanificare il positivo percorso di integrazione tra i servizi sanitari ed i servizi socio assistenziali intrapreso su iniziativa degli enti locali dell’Alto Friuli già a partire dagli anni ’90 ed in continuo e costante affinamento, che può costituire modello virtuoso esportabile anche in altre realtà della Regione.

 

L'odg è stato votato anche dal Consiglio comunale di Ampezzo, che dopo ampia discussione, si è espresso all'unanimità per un chiaro no alla Azienda Sanitaria Unica ed ha approvato un ordine del giorno sulla scia di quello prodotto dalla Conferenza dei sindaci dell'Azienda sanitaria n. 3 "Alto Friuli". Illustrando l'ordine del giorno l'assessore Carlo Petris, già vice presidente dell'USL carnica, ha messo in risalto quanto fino ad ora è stato attuato in campo sanitario e socio sanitario dall'ASS n. 3 "Alto Friuli", collocandola fra i “modelli organizzativi virtuosi e che quindi può continuare ad essere economicamente sostenibile pur garantendo qualità ed accessibilità”.

 

I dati statistici relativi all'Alto Friuli riferiti agli anni di vita persi o passati in disabilità dimostrano in maniera evidente lo svantaggio del vivere in zone di montagna rispetto al resto del territorio regionale e fanno emergere il rischio che la diminuzione della prossimità dei servizi possa peggiorare la già critica situazione dando un duro colpo specialmente alla popolazione più anziana. Non si vorrebbe che, per la gente di montagna con distanze ed attese sempre più lunghe, venisse peggiorata una situazione già difficile. Visto che si parla di salute il problema è da tutti fortemente sentito e pertanto con questo ordine del giorno il Consiglio Comunale di Ampezzo chiede alla Regione di evitare il commissariamento delle Aziende Sanitarie e l'istituzione dell'Azienda Sanitaria Territoriale Unica.

 

Chiede che si soprasieda e non si decida nulla senza quantificazioni economiche, senza simulazioni sulle eventuali ripercussioni negative, senza dibattito con gli Amministratori locali ed i portatori di interessi diffusi. Chiede infine di non vanificare il percorso di integrazione tra i servizi sanitari e quelli socio assistenziali intrapreso su iniziativa degli enti locali dell'Alto Friuli già a partire degli anni 90 ed in continuo e costante miglioramento, ma di prenderlo come modello per altre realtà.


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