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Il Cammino Celeste verso il Monte Lussari (1)

di Alessandro Pennazzato
Un prezioso filmato sull'antico "Sentiero del Pellegrino" realizzato dall'associazione culturale "L'Età dell'Acquario" di Camporosso. Sulle tracce di un devoto spagnolo
Il Cammino Celeste verso il Monte Lussari (1) Il dvd ‘Il Cammino celeste. Verso il monte Lussari’, prodotto e realizzato dall’Associazione culturale ‘L’età dell’Acquario’ di Camporosso, ha diversi meriti. Primo, presenta delle bellissime immagini del ‘sentiero del pellegrino’, il tracciato che porta ai 1800 metri del tempio mariano più alto d’Europa. Secondo, ricorda che allo stesso sentiero si sovrappone il percorso internazionale “Cammino celeste”, ultimo segmento di tre vie di pellegrinaggio che, partendo da punti diversi dei Paesi confinanti – Aquileia, lungo una via denominata “Iter aquileiense”, Maria Saal in Carinzia e Brezje in Slovenia -, raggiungono insieme la vetta del Lussari passando per altri importanti santuari. Terzo, - essendo opera di persone che vivono in valle e conoscono quindi ogni pietra, roccia, radice o filo d’erba del tracciato - mostra con competenza, passione e orgoglio le caratteristiche e l’anima di una via di montagna unica nel suo genere. Un patrimonio storico e religioso plurisecolare che - se ne è discusso tanto dal 2007 – sembra gravemente minacciato. Visto che dovrebbe essere cancellato - anche se alcuni dicono ‘spostato’ - per far posto a una pista e un impianto di sci. La realizzazione del filmato, che ha anche il dono prezioso della concisione, non andando oltre i 16 minuti, è legata all’esperienza di salvaguardia e difesa del sentiero da parte di un comitato spontaneo che si batte da tempo. Gli autori hanno saputo tenersi alla larga, con saggezza ed eleganza, da qualsiasi spot polemico e strumentale, da ogni presa di posizione. Infatti, mentre scorrono poetiche immagini di paesaggi mozzafiato e il commento riferisce di spiritualità e preghiere di antichi viandanti, non c’è una sola sequenza o parola riconducibile alla recente querelle del pro o contro. E’ lontana la prosa un po’ triste e sopra le righe con cui politica e burocrazia si occupano, in maniera del tutto interessata, dell’antico tracciato nel bosco. Per ora il ventilato progetto sciistico giace negli uffici regionali, mancante della necessaria documentazione e privo di alcuni passaggi chiarificatori, e il dvd pubblicato ha il valore di ‘un punto e a capo’, di una testimonianza di prima mano. Rappresenta un contributo di conoscenza affinché si alzi la soglia di attenzione nei confronti dell’argomento. Soprattutto fornisce un agile strumento di informazione a chi continua a esprimersi usando toni accesi nonostante - accade anche questo - mai abbia messo piede sul sentiero o sulla cima del Lussari. Lo spunto per girare il breve film è venuto dalla visita alla chiesa del Lussari di un pellegrino spagnolo sopravvissuto ad un naufragio, Josè, la cui storia è stata pubblicata da Alto Friuli nel numero di agosto 2008 ed è riassunta nella scheda a lato. Riprendere il suo volto mentre compie l’ascesa in assoluto silenzio è come vedere ogni singolo pellegrino che dal 1360 si è inerpicato lungo il nastro tortuoso del sentiero. Essersi messi sulle sue tracce ha significato, per lo staff dell’Età dell’Acquario, rispondere all’ingiusto attacco di chi sostiene che opporsi alla costruzione della pista è come essere contrario, aprioristicamente, allo sviluppo del turismo. Josè è uno delle tante persone, con una media superiore alle 5mila annue, che arrivando dall’altra parte dell’Europa o da chissà dove, sale a piedi, con gli sci o racchette da neve. Nessun altro percorso nella foresta tarvisiana può vantare numeri simili. Giusto che Josè. o chiunque al suo posto, abbia trovato o troverà in futuro il sentiero sul quale accompagnare la propria fede esattamente dove e come lo videro i predecessori nei secoli scorsi. Non è dunque il caso, a giudizio dei responsabili dell’associazione, di parlare di una posizione contro gli interessi locali per chi chiede solo il rispetto dell’attuale sentiero e dell’ambiente circostante. Anzi, proprio il suo mantenimento potrebbe voler dire fare il vero bene del turismo.

Il giro del mondo di Josè, pellegrino dopo un naufragio

C’è anche il mare a unire Josè, gli autori del filmato e il monte Lussari. Il puntuale e coinvolgente commento alle immagini è stato infatti ispirato dalla quiete vacanziera croata di Lussino. Josè è invece scampato all’abbraccio mortale di un alto mare, quello di Norvegia. Il mare, inoltre, si trova pure nella chiesa del Lussari: il soffitto ligneo è notoriamente a forma di carena di barca, in omaggio alla basilica di Aquileia, già porto navale, il cui Patriarca fu riferimento spirituale e temporale per secoli.
Josè Antonio Garcia Calvo, sessantenne andaluso, interrompe drammaticamente il mestiere di marinaio e pescatore nel 1999, a causa di una tempesta. Da allora, per voto, viaggia di santuario in santuario a piedi o in bicicletta. La sua casa è dovunque trovi ospitalità. Cosa gli accadde? Il peschereccio d’altura “Revoluciòn”, settanta metri di metallo e un equipaggio ‘senza nome e storia’ - vista la natura “pirata” del natante - cola a picco. Josè si ritrova in acqua.  Diversi compagni muoiono in pochi minuti. Si aggrappa a due di loro e comincia a pregare: “Salvami…Ti ringrazierò percorrendo le vie sacre e i santuari di tutte le religioni del mondo”. Rinviene in un ospedale dov’è stato trasportato da un elicottero di soccorso.


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