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Locandina libri

09/08/2011

Julius Kugy, finalmente la ristampa dell'introvabile (e bellissima) autobiografia

di Alessandro Pennazzato
Torna in libreria, grazie alla collana 'I segnavia' di Eurograf, 'La mia vita nel lavoro, per la musica, sui monti' del ‘cantore delle Alpi Giulie’ Julius Kugy. Era da oltre quarant'anni che mancava una nuova edizione in lingua italiana. Il volume presentato al recente Festivalbruna Film.
Julius Kugy, finalmente la ristampa dell'introvabile (e bellissima) autobiografia La seconda edizione italiana de ‘La mia vita’ di Julius Kugy arriva a oltre quarant’anni di distanza dalla storica, ormai introvabile, pubblicazione bolognese di Tamari. Si schiudono dunque le porte di una conoscenza a lungo attesa. Questo libro, infatti, è qualcosa di più di una semplice autobiografia. E’ la narrazione dettagliata ed emozionante di un’esistenza basata su un motto a lui caro: Nulla dies sine linea, nessun giorno senza una linea, come dire che per un essere umano c’è la necessità morale dell’esercizio quotidiano per raggiungere la perfezione e per progredire nel bene. E il bene Julius Kugy l’ha fatto e raggiunto non solo con la sua vita ma anche con questi ricordi che elevano tre potenti inni permeati di gioia di vivere: al lavoro, alla musica e ai monti. Al termine del racconto, nel dubbio di aver peccato di superbia, confessa: “Chiedo indulgenza. Forse avevo soltanto da dire che il lavoro, la musica e la montagna formano una triade con la quale si può vivere bene”.
(Al.Pe.)

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Un libro introvabile, e un libro fondamentale per capire l’uomo, al di là dell’alpinista. Questa la semplice ragione di una ristampa che si attendeva da tempo, proposta in versione non anastatica, ma molto rispettosa del testo come delle immagini. Che “La mia vita nel lavoro, per la musica, sui monti”, meno celebrato dell’opera prima “Dalla vita di un alpinista”, fosse per certi versi più ricco di notazioni suggestive, lo aveva del resto capito bene lo stesso autore. «Dopo cinque anni mi accinsi a scrivere il secondo libro: “Arbeit-Musik-Bergen-Ein Leben” (uscito nel 1931). Quando gli amici seppero la mia intenzione mi sconsigliarono in modo assoluto.

“Per carità, non un secondo libro”. Correvo il rischio di sciupare la buona impressione del primo o addirittura di distruggerla», scrive Kugy in “Aus vergangener Zeit” (“Dal tempo passato”), uscito postumo. «Ma a me pareva di avere ancora qualcosa da dire: aggiungere alla storia alpina quella di una vita. Avrei descritto la “vera” vita di un alpinista. Non credo di dovermi pentire di una tale decisione». «“Arbeit-Musik-Bergen-Ein Leben” è rimasto appartato più del primo libro. Posso dirlo? Fiorì più nascostamente. Non s’impose così immediatamente, così di getto come l’altro, ma più lentamente, quasi esitando e in modo più intimo... Pur professandomi incompetente a giudicare, penso sia il mio libro migliore».

All’uscita dell’edizione italiana del libro, avvenuta nel 1969, il critico triestino Libero Mazzi confermerà appieno. «Kugy vive tutto intero – da ragazzo a uomo maturo – il complesso destino della città e delle sue caste economiche e politiche. Lo vive da agiato borghese e da uomo colto, ovvero da un osservatorio che non limita l’orizzonte alle quattro mura di casa e ai prosperi affari della ditta ereditata – dopo la morte del padre – assieme al fratello. Con un trapianto di latitudini, di dinastie, e, lieve lieve, di anni, si potrebbe parlare di un Gattopardo triestino: spettatore inconsapevole di un lento e aristocratico tramonto, intelligente antenna sensibile ai tempi nuovi».

Se l’autobiografia alpinistica di Kugy racconta l’imperitura passione per la montagna, “La mia vita nel lavoro, per la musica, sui monti” compone invece una dichiarazione d’amore per Trieste, sola vera patria. La straordinaria e irripetibile dimensione che la città ebbe a cavallo tra ’800 e ’900 viene restituita con precisione e tenerezza: è il suolo ferace in cui si radicano la professione, il rapporto con l’arte, e anche l’anelito all’Alpe, sempre presente, ma traguardata qui da un punto prospettico urbano. Come ebbe a notare il monacense Josef Hofmiller, la qualità prima del libro è la felicità: si tratta dell’«opera di un artista del vivere». Ne promana un inno di gioia, circonfuso dall’alone dorato della giovinezza, rivissuta nelle pagine senza cedere a struggimenti nostalgici.

«Non si può dire che codesto libro sia veramente un libro pio. Ma quando Lei sarà chiamato davanti al buon Dio, vada col libro sotto il braccio. Sarà ricevuto amichevolmente», disse un giorno a Kugy un amico prelato. Contiamo sul fatto che il vecchio Julius, probo anche se non molto praticante, abbia seguito il suggerimento.
(Luciano Santin)

JULIUS KUGY
Nasce a Gorizia il 19 luglio 1858 mentre a Trieste, dove la famiglia risiede e ha un’azienda commerciale, infuria il colera. Con un fratello e quattro sorelle, trascorre un’infanzia felice tra cure della madre, buone letture e lezioni di musica. Da ginnasiale, frequenti soggiorni in Carinzia e passeggiate botaniche sul Carso lo introducono all’amore per i monti, in particolare le Alpi Giulie. Laureatosi a Vienna, dopo qualche titubanza, inizia a lavorare con trasporto e successo nella dinamica ditta paterna assumendone in breve la conduzione. Coltiva nel frattempo le passioni per l’organo di chiesa, il canto corale e, compiendo numerosissime salite tra cui decine di vie nuove, per l’ambiente alpino e la sua gente. Nella Prima guerra mondiale è consulente volontario fra le truppe di montagna austroungariche. Nel dopoguerra, cittadino italiano, si dedica alla scrittura e all’attività di conferenziere. Muore a Trieste il 5 febbraio 1944. (Al.Pe)



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Commenti

15/02/2012 11:29:13, luciano santin
La ristampa, con nuova traduzione, di "Lavoro-Montagne-Musica La mia vita", da parte della piccola Edizioni Ricerche, fu un'iniziativa coraggiosa, ma inspiegabilmente carente, poiché tagliò alcune parti dell'opera. Il volumetto ha 176 pagine, quasi 100 in meno dell'edizione Eurograf (che conta un maggior numero di battute/pagina). Facendo un'abbondante tara in relazione ai testi di corredo e alle foto, si può calcolare in circa il 20% la parte omessa, compresa la descrizione della vita che Kugy conduceva all'epoca in cui stese l'autobriografia. Per questo credo si possa definire il volume una nuova edizione, attesa da oltre quarant'anni, della fondame,tale opera di herr doktor, magistralmente tradotta da Ervino Pocar.

13/02/2012 23:10:20, Luca
Salve, tengo a precisare che non è corretto affermare che “Era da oltre quarant'anni che mancava una nuova edizione in lingua italiana”. Infatti del bellissimo libro di Kugy “La mia vita” esiste un’altra nemmeno tanto vecchia edizione italiana (1993) delle Edizioni Ricerche di Trieste (traduzione di Nada Carli). Un saluto

26/01/2012 10:29:14, Eurograf edizioni
Sig. Sabatti. Il libro non è in distribuzione a Roma. Se crede può lasciarci l'indirizzo e fare un bonifico di 23 euro a Eurograf IT86K0533664100000035257292. Riceverà quanto prima il volume. Grazie mille dell'interesse.

25/01/2012 19:11:18, tino sabatti
desidero sapere se a roma posso trovare il libro. grazie c. sabatti


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