Un museo fatto di testimonianze, di ricostruzioni al computer, di immagini e di video che rievocano di fatto una delle pagine più dolorose della storia friulana.

Dodici stanze dedicate ai sismi che colpirono la nostra Regione nel '76, e alla ricostruzione del Friuli. “Tiere Motus” il laboratorio mostra sul terremoto è stato inaugurato sabato 19 settembre a Venzone, nella sede di palazzo Orgnani Martina.
Ci sono voluti due anni di lavoro ma ora tutto è pronto per il più conosciuto “museo del terremoto” che costituirà memoria collettiva e laboratorio di innovazione. Dodici stanze che vanno dalla geografia del terremoto alla ricostruzione dei terribili momenti che seguirono il sisma, al dolore, alla paura, alla rabbia; tutte emozioni indelebili queste per chi ha vissuto il terremoto. E ancora: il racconto dell'estate che seguì la scossa del 6 maggio e i lavori incessanti per tornare alla normalità. Una percorso difficile, fatto di pazienza e tenacia, rimesso duramente alla prova con le scosse di settembre (quella dell' 11 e del 15), cui seguì l'esodo dei friulani verso le località balneari o addirittura, fuori regione. Il volto deturpato dei paesi con l'avvento dei villaggi e i numerosi meeting dove si incrociavano scienza, tecnica e norme. Durante quegli incontri concitati si progetto prima e si mise in movimento poi l'enorme macchina della ricostruzione da cui nacque un nuovo Friuli, ricalcato in molti casi però, sopratutto dal punto di vista architettonico, dalle stesse costruzioni crollate col sisma. Tutto il terremoto raccontato e rievocato attraverso le parole degli editorialisti e degli inviati delle varie testate nazionali e locali e attraverso le immagini dei fotoreporter. Ma anche spazio all'innovazione, con la ricostruzione multimediale ad opera dell'Università di Udine, del crollo del Duomo di Venzone. Una memoria resa possibile grazie ai 450 mila (60 mila dalla Fondazione Crup) stanziati con la finanziaria del 2004 della Regione e voluta fortemente dagli organizzatori: l'Associazione comuni terremotati e sindaci della ricostruzione in Friuli, dall'Associazione fra i consiglieri regionali del Fvg, dal Comune di Venzone e dall'Università di Udine. La mostra permanente di via Mistruzzi 4/9, curata dall'architetto Floriana Marino e dall'ingenier Alberto Moretti, sarà visitabile già da venerdì 18 settembre. Altrimenti sarà accessibile al costo di 5 euro (ridotto 4 o 3 euro per studenti e scolaresche) il venerdì (dalle 15 alle 19), il sabato e la domenica (dalle 9 alle 13, dalle 15 alle 19) da qui alla fine dell'anno. « L'idea di partenza – ha spiegato Franceschino Barazzutti, presidente dell'associazione dei sindaci del terremoto – è quella di far conoscere un fenomeno complesso a chi non l'ha vissuto sulla propria pelle, considerato che il 52% della popolazione della regione oggi ha meno di 44 anni ». Sulla stessa lunghezza d'onda anche il Sindaco di Venzone, Amedeo Pascolo. « Un luogo di memoria – ha detto il primo cittadino – dedicato sopratutto a chi quella tragedia non l'ha vissuta sulla propria pelle, per non dimenticare e anche perché da quelle terribili pagine di storia, nacque il nostro nuovo Friuli ».
