
La fortificazione di Sacuidic, recentemente restaurata e di piccole dimensioni, è stata costruita in una posizione favorevole all’insediamento: ben protetta, posta fra due corsi d’acqua, a sud controllava un pianoro, lungo cui transitava la strada che percorreva l’Alta Valle del Tagliamento, proveniente dal Bellunese. Nell’arco di cinque anni lo staff operativo ha messo in luce le sue strutture e documentato le fasi storiche dal XII agli ultimi decenni del XIII secolo, quando un incendio ne ha decretato la fine e il conseguente abbandono. Fra le ultime attività praticate all’interno del castello c’è quella della coniazione di monete false, evidenza fornita da numerosi tondelli “anepigrafi”, lingottini di metallo, monete vere e false, rinvenuti nello strato di carboni conseguente all’incendio. Il sito, dopo la sua inaugurazione delle settimane scorse, è stato messo a disposizione per visite guidate e laboratori didattici indirizzati alle scuole e a tutti coloro i quali volessero approfondirne la conoscenza storica ed archeologica.
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