
Il No all’installazione dei contatori per l’acqua nei comuni carnici attualmente ancora in regime forfettario fa litigare i rappresentanti del Comitato Consultivo degli Utenti.
“Non è accettabile che in questi comuni montani Carniacque imponga l’installazione dei contatori – ha sollevato la Conti – con i costi che ricadono tra l’altro sui cittadini, e si parla di circa mille euro, scavo per il pozzetto compreso; a ciò è da aggiungere l’eventuale costo per le riparazioni dovute al gelo, che nel regolamento dell’Ato vengono fatti ricadere sempre sull’utente”. Ma all’interno del comitato, presieduto da Rita Bertossi della Federconsumatori, e al quale partecipano rappresentanti di sindacati ed altre sigle di consumatori, si è levata la voce di qualcuno che ha rimbrottato: “i carnici devono finirla di piangersi addosso”.
Si tratta di Emilio Gottardo di Legambiente, svela Franceschino Barazzutti del Comitato per il bacino montano del Tagliamento, che forse non ha capito “l’avanguardia nella difesa del servizio idrico dimostrato in questi anni dai nostri comitati”. Ciò che ha fatto poi andare su tutte le furie i rappresentanti carnici, sono state le affermazioni dei loro colleghi “urbani” che hanno dimostrato di non conoscere nemmeno le disparità di condizioni di vita e possibilità di mobilità tra cittadini di pianura e di montagna.
“Quando abbiamo fatto presente il nostro escamotage per evitare che i tubi si gelino d’inverno, ovvero l’accorgimento del piccolo filo d’acqua di scorrimento nei rubinetti – fa sapere ancora la Conti – ci hanno invitato a tenere al minimo il riscaldamento dell’edificio, forse ignorando che la stragrande maggioranza delle famiglie da noi si riscalda con le legna”. Gli stessi rappresentanti dei comitati carnici poi sul tema dei contatori hanno denunciato ancora una volta “l’assoluta latitanza dei sindaci rispetto alla questione – ha concluso Barazzutti – ennesima dimostrazione dell’abdicazione allo storico autogoverno del territorio, il tutto per accentrare a Carniacque la pappatoia degli appalti”.
LA SITUAZIONE DEI CONTATORI
Attualmente in Carnia i contatori sono presenti in oltre il 60% delle utenze ricadenti sotto la gestione di Carniacque, circa il 50% dei comuni soci. Si tratta di Trasaghis, Bordano, Amaro, Villa Santina, Cavazzo Carnico, Montenars, Treppo Carnico, Raveo, Verzegnis, Ampezzo, Ovaro, Sutrio, Paluzza, Malborghetto, Tarvisio, Chiusaforte, Sauris, Lauco, Resiutta, Dogna, Pontebba, Moggio Udinese, Ravascletto, Venzone e Tolmezzo. In questi mesi la società ha provveduto a coprire anche Preone e Zuglio mentre sta proseguendo nelle installazioni alle utenze ancora sprovviste di Paluzza, Socchieve ed Enemonzo. Mancano quindi all’appello Forni di Sopra e di Sotto, Prato Carnico, Comeglians, Rigolato, Arta Terme, Paularo, Resia oltre ai tre comuni “dissidenti” di Cercivento, Ligosullo e Forni Avoltri.
LA REPLICA DI CARNIACQUE
“I contatori servono per attribuire un costo del servizio equo a tutti i cittadini che il regime forfettario al contrario non permette”. Replica così Michele Mion, amministratore delegato di Carniacque Spa rispetto alla questione sollevata dai comitati. Ma risulta obbligatoria questa installazione? “Gli indirizzi della legislazione in materia degli anni 1974-1975 prevedevano l’obbligatorietà di questi strumenti, poi con la legge 152/2006 si è passati ad un atto di indirizzo indiretto – spiega ancora Mion – rimane il fatto che con l’installazione di questi dispositivi oltre a parificare tutti i cittadini e permettere loro di sapere l’effettivo utilizzo della risorsa acqua monitorando così i consumi, si può apprendere in tempi brevi anche eventuali picchi dovuti probabilmente a perdite nelle reti”.
Il discorso sullo strumento fisico del contatore è molto complesso, ammette Maion, “dietro la scelta di quale dispositivo installare ci sono delle analisi commerciali, suddividiamo le installazioni tra domestiche e non domestiche, la quota per l’installazione è a carico del cittadino solamente dove non basta la posa e quindi si rende necessario l’inserimento del pozzetto con relativo scavo, secondo quanto disposto dalle normative di settore; le letture (al contrario di quanto avviene per esempio con quelle della corrente elettrica) vengono ancora fatte manualmente, salvo alcuni casi particolari e per il momento non sono previste tariffazioni distinte secondo la quantità di acqua utilizzata”.
27/01/2012 10:10:31, Elisa
A noi hanno installato un solo contatore: peccato che questo contatore serva due case!!! Cosa dobbiamo fare? Aspettare la bolletta e poi andare a cercare i vicini di casa e chiedere loro la metà? Visto che la casa a fianco è vuota, se ci fosse una perdita cosa faccio? Pago io? Ma si può??? Mi sembra che siamo tornati abbondantemente indietro!!! Grazie Carniacque!
26/01/2012 08:02:39, Paolo Querini
Dei cinque milioni di Euro dell' ultimo bilancio di Carniacque Spa, un milione vale a dire un quinto del costo a carico dei cittadini é stato messo a preventivo per il progetto "Installazione contatori"
Nello stesso anno alla voce manutenzioni si registravano 800 sostituzioni di vecchi contatori (per un importo indeterminato).
A questi costi assurdi corrisponde la verità vera che fuoriesce dal troppo pieno del serbatoio del nostro acquedotto sotto casa mia: 10 litri/sec tutto il giorno e tuta la notte che vanno in fognatura
L'acqua é gratis; l' acqua é del paese. Carniacque può permettersi di buttarla via PERO' a noi vorrebbe misurarla e farcela pagare.
CARNIACQUE CA STETI A CHJASE SO' !!!
25/01/2012 11:21:23, Equità
Nel mio caso specifico, con l'installazione del contatore i costi per il servizio idrico sono lievitati in maniera esponenziale...
a buon intenditor poche parole!!!
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