
Una nuova economia di scala per i servizi offerti dai Comuni, verso una razionalizzazione.
Il 47% degli intervistati - informa una nota - accusa una produzione invariata rispetto al semestre precedente, mentre appena il 10% segnala una crescita dei livelli produttivi; anche il fatturato ha seguito un analogo andamento. Se poi si considera la previsione di chiusura del semestre in corso, le imprese non intravedono aspettative di miglioramento: il 51% degli intervistati segnala infatti una stabilità, il 35% un'ulteriore diminuzione e solo il 14% presagisce una crescita. Il dato prevalente della stabilità, comunque, non può essere interpretato in maniera rassicurante, in quanto si assesta sui livelli assai bassi della fine del 2008; non conforta quindi sulle possibilità di recupero per l'immediato futuro. Un segno di sfiducia lo si coglie anche nella propensione ad investire: il 53% degli intervistati non ha eseguito investimenti nella seconda metà del 2009, percentuale che nelle aspettative della prima metà del 2010 sale al 57%. Diminuisce dunque, in prospettiva, la capacità di crescita competitiva del sistema. Negativi anche i risultati economici (variazione dell'utile lordo) fra i due semestri del 2009: in peggioramento per il 60% delle rilevazioni, stabilità per il 34% e crescita per il 6%. Fortunatamente la crisi non ha ancora un riflesso proporzionato sull'occupazione. Infatti solo l'1,9% delle imprese ha registrato, fra il 30 giugno e il 31 dicembre 2009, una diminuzione dell'occupazione (scesa, per il campione considerato, da 4.672 a 4.599 addetti); nell'arco dello stesso periodo il 31% ha fatto ricorso alla cassa integrazione, 7% in più rispetto al primo semestre 2009.
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