Un esempio per affrontare l'ingresso nelle città portuali, come Trieste, dei minori stranieri non accompagnati
Un problema che affligge anche il porto di Trieste, in FVG: l’afflusso di minori stranieri non accompagnati. Ecco come il Comune di Venezia ha affrontato l’emergenza. Con un sistema che da un punto di vista economico/finanziario, può essere preso a modello.
Comune di Venezia, Terre di Mezzo e Cooperativa Sociale Elleuno insieme per affrontare il massiccio fenomeno di afflusso di minori stranieri non accompagnati (mnsa).
Segno dei nostri tempi: minori stranieri, provenienti dalle zone più disparate: dalla terra africana, dal Medioriente, dalla Grecia, dall’Est-Europa, giungono, dopo viaggi allucinanti, che durano anche un anno, a Venezia, terra portuale. La normativa prevede che spetti al Comune, ove vengono individuati questi minori immigrati, a provvedere a loro ed alle loro necessità, inserendoli all’interno di comunità. Questo con un relativo dispendio economico. Ecco che con il servizio offerto da Terre di Mezzo che promuove ed incentiva - per lo stesso bene del minore- l’integrazione, l’affido familiare; il ragazzo/ragazza riesce ad inserirsi ed integrarsi in una famiglia (spesso della stessa provenienza etnica e territoriale), con un minor costo per l’Ente municipale ed un maggior benessere del minore straniero. La recente riorganizzazione del Servizio Pronto Intervento Sociale Non Residenti del Comune di Venezia ha permesso di affrontare il numeroso afflusso di minori stranieri non accompagnati – msna –; con l’obiettivo d’incentivare le loro accoglienze presso famiglie e singoli, connazionali e non compatrioti.
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