Graziano Busettini, tarvisiano con residenza a Osoppo, è medico chirurgo del reparto medicina generale dell’Ospedale di Gemona. E' stato “richiamato” dal Programma Internazionale di Ricerca Antartica, per la protezione e la salute delle decine di scienziati che al Polo compiono esperimenti e ricerche a favore del pianeta.

Al programma internazionale per le ricerche scientifiche nell’Antartico, partecipano anche gli istituti italiani
Enea e
Cnr.
Nel corso di un'altra missione al Polo Sud di qualche anno fa (con questa è alla terza spedizione), Busettini aveva già operato alla base scientifica italo francese “
Dome C. Concordia”.
In questo turno, anche in riconoscimento e apprezzamento della qualità delle prestazioni compiute, il medico eserciterà e farà esperienza medica in tre stazioni di ricerca. Secondo un messaggio ricevuto via satellite ha da poco raggiunto con un aereo militare USA la base di Mc Murdo Sound, situata poco oltre Terranova Bay.
Successivamente sarà trasportato – condizioni meteo permettendo – a "Dome C. Concordia".
E’ lì che il dottore ha già condotto la sua missione medica, guidando anche e personalmente un'esercitazione di recupero e soccorso di un infortunato in un crepaccio.
Terminata la seconda missione, Busettini raggiungerà Cape Hallet distante circa 450 chilometri dalla base di "Dome C. Concordia".
L'ultima fase la esplicherà sulla nave Italica che sta effettuando nel mare antartico particolari rilevamenti oceanografici. Al termine, tra la seconda metà di febbraio ed i primi di marzo 2010, se l'Italica non sarà ostacolata dalla glaciazione marina, rientrerà in Italia, via Nuova Zelanda.
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DAL POLO SUD RICEVIAMO IN DIRETTA:
07/12/2009Oggi, fra due ore, parto per Concordia DomeC, che è a 1200 Km da qui sul
plateau, a 3400 m di altezza circa (tutto ghiaccio), per cui soffrirò
il mal di montagna. In realtà è come essere a 4000 mt a causa
dell’assottigliamento dell’atmosfera ai poli, e salendo in aereo - in sole cinque
ore - non c’è adattamento.
Ci resterò, sembra, fino al 20 dicembre circa (tempo e voli permettendo).
A 700 Km c’è Midpoint, cioè dei fusti di carburante sul plateau, dove
ci fermeremo a fare il pieno.
Ieri la temperatura è stata sopra zero! A DomeC troverò il vero
freddo!!
Ieri sono andato a fare una gita a Campo Icaro, dove ci sono delle
installazioni di ricerca.
Il mare era uno splendore (ho la faccia già scura), e sullo sfondo il
vulcano Melbourne (2732 m, attivo, vi allego una foto: un bel posto
per un villaggio turistico no?).
Stamane invece il mare si è di nuovo chiuso per i ghiacci portati dal
vento, il tempo è nuvoloso.
Al mio ritorno qui mi riprometto di seguire i ricercatori nel loro
lavoro, così se volete vi racconterò cosa fanno, ci sono geologi,
biologi marini, ornitologi, meteorologi ecc.
Graziano Busettini11/12/2009 Ciao a tutti.
Da quattro giorni sono arrivato a Concordia DomeC, il mal di testa è
passato, dormo un po' di più, resta il fiatone a fare le scale o
a camminare un po' spedito.
Il cielo è come sempre sereno, a tratti con qualche nube; la temperatura
non troppo bassa.
In questo momento sono le 11 e 20, ci sono -26.9°C, ma con Windchill
(effetto vento e relativo freddo percepito) corrispondenti a -36°C.
Nei giorni prima del mio arrivo avevano un windchill di -50°C.
Ieri non c'era vento e con -26° - camminando - ho tolto i guanti ed a
un certo punto anche il berretto perchè sudavo: ero vestito bene,
naturalmente, ma conta anche il fatto che l'aria è rarefatta e conduce
meno il calore (se non c'è vento!).
Sono andato a vedere il posto dove avevo fatto due anni fa una buca nel
ghiaccio di 2 mt x 2 x 2 con la motosega per metterci il pilastro in
cemento di un telescopio. Effettivamente lo hanno messo.
Quest'anno ci sono molte più attività scientifiche, un po' alla volta
le visiterò.
In base (e nelle tende) siamo molti: settantatre, più quattro americani
di transito da Mc Murdo alla base di Casey (sulla costa).
Sono arrivati ieri con un DC3 o DC4 Buzzler e oggi o domani
ripartiranno in ‘Twin Otter’ in arrivo da Baia Terranova e che andrà
direttamente a Casey. E’ la prima volta che viene fatta questa rotta.
Anche il DC3 o 4 è della compagnia d’aviazione privata canadese Kenn
Borek dei Twin Otter.
L'aereo con cui sono arrivati è più grande, comodo e veloce del ‘Twin’,
ma vuoi mettere l'avventura!
Ho chiesto al pilota Bob come mai il nome dell'aereo fosse "Bi-Lontra"
o "Lontra Gemella". Il primo della Kenn Borek arrivato si chiamava
solamente "Scoiattolo" e il secondo "Castoro". Questo arrivato è
si un "Lontra", ma è con due motori anziché uno. Perciò si chiama
"Bi-Lontra".
Adesso di Twin Otter la Kenn Borek ne ha decine in giro per il mondo.
Ieri ho mangiato nuovamente filetto di canguro, la carne è buona e
ricorda il cervo, in ogni caso si mangia molto bene, solo la pasta non
viene perfetta a causa della quota (l'acqua bolle a meno di 100°C).
Ciao a tutti
Graziano13/12/2009Stamattina -31.9°C ma pochissimo vento per cui windchill (sensazione di freddo percepito data dal vento) -33°C, insomma
si sta benino.
Cielo come al solito blu intenso senza una nuvola (che noia).
Stamane per prima cosa, dopo colazione, sono andato in piscina.
Infatti una volta al mese la vasca dove viene fusa la neve per produrre l'acqua da bere
viene pulita, in quell'occasione l'acqua viene scaldata a circa 40°C e per il fine
settimana funziona da piscina.
E' un piacevole diversivo.
L'acqua per lavarsi invece è riciclata (vietato fare pipì facendo la doccia!!).
Nei prossimi giorni ci sarà tutto un ‘viavai’ di aerei dalle basi australiana di Casey
e francese di Dumond D'Urville; persone arriveranno mentre partiranno gli ultimi "invernanti",
cioè quelli che hanno fatto l'inverno in base, isolati dai primi di febbraio ai primi di
novembre con in mezzo tre mesi di notte ininterrotta.
Fra gli arrivi anche la dottoressa ‘invernante’ cui darò le consegne. Poi, dopo alcuni
Giorni, tornerò a Baia Terranova.
Quest'anno è stato un po' più caldo degli ultimi inverni e la temperatura esterna
dell'aria non ha mai raggiunto i -80°C (!).
La meteorologa ‘invernante’, però, dice che hanno troppi pochi dati per capire se questo è
dovuto a un riscaldamento globale o meno (ci sono dati riguardanti l’Antartide da soli cinquant'anni).
Essendo domenica non si lavora e tutto è tranquillo.
Ciao a tutti
Graziano
14/12/2009Ciao.
Oggi, al mattino, cielo velato. Adesso (sono le sei di sera) -28°C, ma
windchill (sensazione di freddo percepito data dal vento) -38.
E' arrivato un aereo che non avevo mai visto, australiano, si è fermato
a fare rifornimento. Va alla base australiana di Casey.
Mi dicono si chiama CASA (?) (vedi foto).
Ieri pomeriggio sono andato a visitare Astroconcordia, il sito
astronomico francese, ricco di telescopi. Mi hanno fatto vedere il loro
ultimo telescopio ASTEP (vedi foto) e mi hanno offerto un bicchiere di ottimo champagne francese.
Perchè gli astronomi si prendono la briga di venire fino qui?
Per molte ragioni:
- L'atmosfera è rarefatta come fossimo a circa 4000 mt di quota pur
essendo a 3240
- Non c'è inquinamento perciò l'aria è limpidissima
- L'aria è talmente fredda (povera di energia) che si muove poco e non
crea distorsioni, infatti mi dicono che le stelle qui durante la notte
non luccicano, sono luci fisse.
- Non c'è inquinamento luminoso (ovviamente)
- La notte dura tre mesi (una pacchia per gli astronomi)
Ieri al telescopio - anche con un sole accecante - si riuscivano a
vedere Giove e la stella Canopus (la più luminosa).
Come sapete adesso non c'è notte, il sole fa tutto il giro
dell'orizzonte.
E' abbagliante e bisogna stare attenti a non scottarsi la faccia e
proteggere gli occhi con occhiali scuri (rischio di cataratta).
Ci sono alcuni che sembrano componenti della Banda Bassotti ma al
negativo: faccia nera e mascherina bianca (segno degli occhiali).
Mandi
Graziano
17/12/2009Ciao a tutti,
giovedì 17 dicembre, ore 14, temperatura esterna -27.7°C, Windchill
-41.5°C, vento 7-8 metri al secondo. Stamane cielo velato, adesso è
tornato il sole.
Essendo arrivata la nuova dottoressa “invernante”, mi sono trasferito
al cosiddetto "Campo Estivo", tende e containers che servirono per la
costruzione delle torri di Concordia e che funziona solo d'estate.
Non ci si sta male, però al mattino - per fare colazione - ci sono 600
mt al “fresco” per raggiungere le torri.
Essendo cambiato il programma tornerò a Baia Terranova, verso il 26 o
27 dicembre.
Oggi l'aereo che porta via alcuni di noi è partito con sei ore di
ritardo causa maltempo a Dumont D'Urville, dove sono diretti per prendere
la nave francese "Astrolabe" (soprannominata "Gastrolabe" per via che
"balla" molto, con mal di mare assicurato). Diretta ad Hobart in
Tasmania, pare però sia bloccata dai ghiacci e non si sa quando
riuscirà a partire.
E' andata via nche l'ultima "invernante", la meteorologa Laura.
Infatti qui ci sono molte attività meteorologiche, lancio di palloni
con sonde che arrivano a 26.000-30.000 metri trasmettendo i dati via
satellite.
Molte le torri meteorologiche, alcune piccole (vedi foto) altre più
alte, la più alta è di 40 metri.
Oggi sono di "vesaille" (lavapiatti), siccome siamo tanti (74) il
lavoro è lungo!
Ciao
Graziano
19/12/2009Ieri sono andato a dare una mano ai nivologi che studiano la neve, i
cristalli, la densità ecc. Questo serve per lo studio e la previsione delle valanghe.
Hanno scavato una buca di 5.4 metri di profondità.
A parte la fatica dello scavo, come vedete dalla foto la temperatura in fondo è
-56.01°C!
E ci stanno delle ore!
Io facevo da montacarichi: sollevavo la neve messa in un bidone con una
corda: sembra facile, ma a questa altitudine e col freddo costa
abbastanza fatica.
Oggi bucato.
La temperatura è mite: -27.4, Windchill -32.8°C.
Cielo sereno e sole accecante come quasi sempre.
E in Italia? Come va?
Ciao a tutti
Graziano
20/12/2009Domenica, non si è lavorato.
Quasi tutti si sono alzati tardi (anche perchè molti hanno fatto festa
fino a ore piccole), quindi la base è stata silenziosa ed insolitamente
calma.
Dopo pranzo che si fa?
Una passeggiata naturalmente, ma dove andare dato che attorno a noi c'è
il nulla per migliaia di km?
Anzi no, la base più vicina è quella russa di Vostok a solo 700 km da
qui! Non resta che andare ai "Cammelli" o alla "Chiave".
Infatti, lungo la pista della "Traversa" - a 4 Km dalla base - c'è un
posto chiamato "La Chiave", un palo con una chiave di legno che ricorda
non so quale occasione, mi pare la consegna delle chiavi della base.
Cos'è la "Traversa" o "Raid"?
Per chi non lo sapesse è la straordinaria carovana che parte tre volte
ogni estate da DDU (base francese di Dumont D'Urville) a 1.100 Km da
qui e porta tutto il necessario (carburante, materiali ecc.).
E' un lungo convoglio di grandi trattori che trainano gigantesche
slitte.
Percorre la distanza a 10 km/h per 10 ore al giorno, ed impiega circa
12 giorni ad arrivare ed altrettanti a tornare.
Secondo me è una cosa straordinaria. E’ partita da qui poco prima che
arrivassi. Dicono sia partita oggi da DDU, arriverà quindi fra 12
giorni, quando sarò già andato via.
Oggi qualcuno faceva volare aquiloni approfittando del vento, che però
abbassava la temperatura percepita a circa -40°C.
Un francese faceva sci di fondo, si era portato dietro gli sci (sicuro
che la neve non sarabbe mancata!).
Anche la nave Astrolabe avrebbe dovuto partire oggi da DDU verso la
Tasmania (6-7 giorni di navigazione); non è però riuscita a raggiungere
la base di DDU a causa dei ghiacci, per cui i trasbordi di uomini e
materiali sono stati fatti con elicotteri sopra il pack.
Saluti a tutti
La prossima volta vi parlerò dell'aria dell'Antartide.
Graziano
22/12/2009Dicevo che avrei parlato di come è l'aria in Antartide.
Fredda naturalmente, ma non basta:
è anche molto asciutta per cui respirando si asciugano naso e bocca. Il naso spesso sanguina, almeno nei primi tempi.
Io (previdente) mi sono portato un umidificatore da casa, che uso la
notte, e poi lascerò in eredità.
Un'altra conseguenza dell'aria asciutta è che ci si carica di
elettricità statica, che da un lato è molto fastidiosa perchè toccando
gli oggetti si lanciano scintille di 1 cm, dall'altro può mandare in
tilt i computer.
Per questo i tavoli con i computer hanno delle strisce di nastro
adesivo di alluminio che a sua volta è messo a terra, così toccando il
tavolo si scarica l'elettricità.
Io ho fatto la stessa cosa sotto la suola delle scarpe e funziona
abbastanza bene.
L'aria poi, come vi avevo già detto è limpidissima perchè non c'è
inquinamento, nè umidità.
La foto che vi mando dimostra come sia talmente limpida che è possibile
oscurare il sole con un dito!
Non c'è il minimo alone.
Notizie della nave Astrolabe: ancora bloccata dai ghiacci con il suo
carico di persone ansiose di tornare in Europa.
Invece il 19 è partita da Lyttletone in Nuova Zelanda la nostra nave
"ITALICA" che arriverà a Baia Terranova il 25 o 26.
Anche per lei ci sono ghiacci ma è più grossa, più potente ed ha il
vento in poppa, per cui non dovrebbe avere problemi (mi dicono).
Ritarderà solo perchè deve deviare la rotta a causa di un grande
iceberg.
E' la nave su cui salirò a febbraio per una campagna oceanografica ed
il ritorno in Nuova Zelanda.
Un'altra foto curiosa fa vedere il Twin Otter che passa a meno di venti
metri dalla porta del mio container, non capita spesso dalle nostre
parti in Italia!
Oggi passerà di qui per fare carburante un DC3 che sta facendo studi
dall'alto del continente antartico attraverso ultrasuoni (un'ecografia
insomma).
Ciao
Graziano
23/12/2009Vi rinvio una foto fatta il 21 dicembre
(solstizio d'estate) da Jonathan Zaccaria, alle ore 21.30, 22.30,
23.30, 1.30 e 2.30.
E' il sole di mezzanotte.
Per farla ha dovuto mettere la macchina fotografica in una scatola
isolata e riscaldata.
Ciao
Graziano24/12/2009Ciao,
vigilia di Natale anche qui.
Stasera cenone, scambio di auguri, consegna dei diplomi antartici,
brindisi ecc.
Il menù è segreto ma è certo che i due chef , Jean Louis Duraffourg (a
sinistra nella foto) e Giorgio Deidda (che farà anche l'inverno),
daranno il meglio di sè.
Io ho passato il pomeriggio ad aiutare ad addobbare la sala da pranzo e
il soggiorno, sotto l'implacabile sguardo di Jean Louis che controllava
l'allineamento dei bicchieri, dei piatti, la posizione delle posate
ecc.
Alla fine, comunque, ha detto: c'est parfait! E' perfetto! (per
fortuna!)
E non è finita! Domani gran pranzo!
Il Natale qui a Concordia è del tutto laico (festa del solstizio), non
vi sono simboli religiosi, anche perchè fra noi ci sono Cristiani,
Mussulmani ed Atei (in piena armonia).
C'è uno scambio di auguri da tutte le basi antartiche. Vi mando quello
fatto da Renato Zasso (nivologo naturalmente) che mi sembra il più
adatto alla nostra situazione: neve ovunque!
Abbiamo anche fatto la foto di gruppo che vi giro.
Non prevedevo di passare il Natale qui, per fortuna nel borsone ho una
camicia ed un paio di jeans (che dovrò stirare), tanto per non andare
vestito 'da Antartico'!
Notizie dall'oceano: la nave ‘Italica’
cammina e dovrebbe arrivare a
Baia Terranova il 26 (speriamo, perchè da questo dipende il mio ritorno
sulla costa; l'aereo Twin Otter la aspetta per portare qui materiale e
persone), mentre l'altra nave, ‘Astrolabe’, è ancora ferma per il
ghiaccio, vedi gli auguri arrivati da bordo con l'oceano ghiacciato
attorno!).
Auguri a tutti dunque
Graziano27/12/2009Natale è passato, con le sue abbuffate (a proposito vi allego il menu).
Ieri, 26 dicembre, in Francia non è stata festa per cui si è lavorato.
Io sono andato con Renato Zasso e Daniele Frosini (rispettivamente
nivologo e glaciologo) a 7 km dalla base a fare buche per i soliti
rilievi (cristalli e densità della neve).
Il ghiaccio vero e proprio comincia a circa 80 metri di profondità e ci
si arriva con delle trivelle carotatrici (vedi foto).
Forse non tutti sanno che sotto di noi ci sono esattamente 3270.2 metri
di ghiaccio, tanto hanno trivellato - per tre anni - prima di trovare i
sassi!
Vi accenno anche a due attività scientifiche astronomiche: IRAIT e
COCHISE.
IRAIT (International Robotic Antarctic Infrared Telescope) è
un telescopio con camera infrarossa che può osservare
la galassia a bande di frequenza difficilmente osservabili alle
latitudini temperate.
L'Antartide, e in particolare DomeC, al contrario, grazie al freddo e
alla bassissima umidità presentano una atmosfera eccezionalmente
trasparente per l'infrarosso, che non ha pari in nessuna altra parte
del mondo.
Alberto Mancini e Antonfranco Pilluso si occupano del montaggio e della
messa a punto del telescopio. Mancini si occupa dell'elettronica e del
software necessari ad un funzionamento completamente automatico del
telescopio. Pilluso si occupa dell'assemblaggio e della messa a punto
della complessa meccanica del telescopio e dell'osservatorio. IRAIT
dovrebbe effettuare le prime osservazioni nel 2010.
COCHISE: Cosmological Observations at Concordia with High-sensitivity
Instrument for Source Extraction) é un telescopio millimetrico di 2.60
metri di diametro. Il suo obiettivo principale è lo studio del Big
Bang, cioè il momento iniziale della storia del nostro Universo. Per
eseguire questi studi si osserva la radiazione millimetrica proveniente
dal cosmo.
COCHISE é il telescopio più grande attualmente installato a Concordia,
quindi viene utilizzato anche per esperimenti tecnologici. Se ne
occupano gli astronomi Giorgio Dall'Oglio, professore di fisica alla 3a
Università di Roma, e Lucia Sabbatini astronoma sempre alla 3°
Univerità di Roma.
Oggi è domenica e non si lavora, è attiva la piscina.
L'Italica è arrivata in mattinata a Baia Terranova, io dovrei
partire da qui domani (in Antartide i tempi non sono mai certi!) e poi
sembra che ci sia maltempo a midpoint.
Quindi domani faranno forse un volo solo con persone, meno di 600 kg,
in modo da evitare di fare sosta per rifornimento e fare tutto un tiro
fino a qui.
Qui invece il tempo è bello e non tanto freddo: -29.3°C (Windchill
-39.7°C).
MENUVigilia di Natale
Scampi alla Maionese
Salmone affumicato su crostino ai due colori
Risotto Radicchio e Taleggio
Sorbetto all'acquavite di Pera
Croccante di Tacchino ai Funghi
Patate alla Greca
Formaggi Italiani e Francesi
Arance ripiene con sorbetto al Grand Marnier
Crostatina con Mousse al Cioccolato
Natale
Spaghetti con Cozze Gamberetti e Zafferano
Coscette di Rana con burro all'aglio
Coppa del Colonnello
Medaglioni di Manzo
su crostino di fegatini al Madera
Verdure varie
Formaggi Italiani e Francesi
Tronchetto di Natale
Tartufi al cioccolato
Ciao
Graziano28/12/2009Sembra certo: domani mattina alle 9.30-10 arriva il Twin Otter da Baia
Terranova e verso le 11 parto per il mare!
Finalmente ossigeno a volontà e caldo (si fa per dire).
Naturalmente niente è sicuro in Antartide, ma è probabile.
Mi aspetta il solito volo di 5 ore, con scalo a Midpoint per il
rifornimento, saremo due passeggeri, il resto cargo.
La cosa stressante è che in cinque ore di volo passerò altrettanti fusi orari,
arrivando a Baia Terranova alle ore 21 locali !
Praticamente salto quasi un giorno!
Adesso sono le 21.30 e fuori c'è un bellissimo sole, con una luce calda
che ti fa passare la voglia di partire (solo la luce è calda: la
temperatura è -32.9°C, windchill -40.9°C), ma davvero non si sta male!
Certo i baffi ghiacciano (vedi foto).
Penso che qui al campo estivo, dove sono alloggiato, faremo due spaghetti
all'aglio-olio- peperoncino di saluto.
E' comunque un addio!
Sto per lasciare uno dei luoghi più straordinari del pianeta ed alla
fin fine mi dispiace molto, anche se mi aspettano nuove esperienze.
Ciao a tutti
GrazianoDA BAIA TERRANOVA
30/12/2009Ciao.
Ieri sera sono arrivato a Baia Terranova, con una mezz'ora di anticipo
perchè non abbiamo fatto sosta a Midpoint (avevamo solo circa 700 Kg di
carico).
Le prime tre ore di volo sono state come al solito noiose: ghiaccio
bianco all'infinito tutto attorno.
Poi sono cominciate le prime increspature del ghiacciaio ad indicare
che incominciava la discesa verso il mare, da lì in poi il paesaggio è
diventato sempre più incredibile, con le montagne ed i ghiacciai che
sembrano davvero dei fiumi (che percorrono solo un metro all'anno).
Il più incredibile è il "Drigalski" che sprofonda per decine di km
nel mare.
Qui a Baia Terranova il clima è molto più mite, oggi addirittura sopra
lo zero (nella foto un ruscello di acqua fusa che scende da un piccolo
ghiacciaio).
E poi c'è più ossigeno! La mia saturazione di ossigeno nel sangue è
passata da 86% a 98%!
Oggi sono andato a fare assistenza ai sub che si immergono al di sotto del
ghiaccio per studiare la fauna marina.
Uno 'skua' (stercorario) ha imparato che quando i sub si immergono creano
dei movimenti ascensionali dell'acqua per cui emergono frammenti di
pesci morti. Così, senza fatica, si sazia.
E lui puntualmente arriva (vedi foto).
E puntualmente arrivano, scivolando sulla pancia, i pinguini di Adelia,
che sono molto curiosi.
Nel pomeriggio sono andato a fare due passi nella baia gelata. Lungo la
strada è arrivato su una vecchia Fiat Campagnola il meccanico della
Kenn Borek (Twin Otter).
Gli ho chiesto se arrivava l'aereo. 'Si' - mi ha detto - 'ma non sul pack,
bensì ad "Enigma Lake"' (che è un avvallamento sopra la baia).
'Vuoi venire?' - mi chiede -. 'Ok'.
Ho chiesto con la radio il consenso alla sala operativa.
Arrivati agli ski-doo parcheggiati sul pack mi fa: 'Hai già guidato lo
'ski-doo'?' 'Si certo, a DomeC, ma preferisco che guidi tu - dico io -.
'No - fa lui - ne prendiamo uno a testa'.
Il fatto è che a DomeC lo 'ski-doo' è il mezzo normale di trasporto, ma
lì è tutto inesorabilmente piatto.
Invece per la prima volta ho attraversato la baia sul pack con le
fenditure ed i salti, poi una lunga e ripida, diritta salita di almeno 5-600 metri sul ghiacciaio, poi una breve discesa, poi un lago con
ghiaccio blu (dove i pattini slittavano), infine una bella strada in
piano.
Al ritorno eravamo tre 'ski-doo' (io, il meccanico e, nel terzo, il pilota
del Twin Otter, Bob, con la co-pilota).
Se la salita mi aveva preoccupato, e non poco, la discesa ancora di
più.
Invece i canadesi si sono lanciati giù in piena velocità.
Alla fine mi avevano dato quasi due km di distacco e mi hanno aspettato
un bel po' alla Campagnola!
Che figura!
Ciao
Graziano (ancora tutto intero!)
02/01/2010Ciao a tutti.
Intanto auguri di buon anno (in ritardo).
Naturalmente anche qui si è festeggiata la mezzanotte del 31 dicembre,
in maniera un po' particolare, infatti si è fatta la grigliata di carne
all'aperto.
In realtà a mezzanotte era freddino perchè il sole era dietro il monte
e si stava all'ombra. Ad un certo punto tutti sono entrati al cosiddetto
"Pinguinattolo" (pinguino+scoiattolo), uno chalet di legno adibito a
sala comune con tanto di caminetto acceso in stile alpino.
Oggi pomeriggio con Sandro Torcini (responsabile per la protezione
dell'ambiente antartico), Francesco Pezzo e Valerio Volpi (ricercatori
dell'Università di Siena del Dipartimento di Scienze Ambientali) siamo
andati in elicottero a "Inexpressible Island".
Quest'isola è famosa nella storia dell'Antartide perchè nel 1912 sei
marinai della spedizione di Scott vi vennero sbarcati per fare rilievi,
ma a causa del vento la nave non riuscì a recuperarli e così vi
passarono l'inverno vivendo in una grotta di neve, mangiando foche e pinguini
(ed anche i pesci trovati nello stomaco delle foche!).
Abbandonarono l'isola il 30
settembre per andare fino a Cape Adare, dove furono salvati ai primi di
dicembre.
Su quest'isola vi è una pinguinaia di circa 30.000 coppie di pinguini
di Adelia. Io ho aiutato Sandro Torcini a perimetrare la pinguinaia con
il GPS, Francesco e Valerio dovevano rilevare i nidi di Skua.
Inoltre abbiamo raccolto qualche guscio di uovo di pinguino per studi
con isotopi (così ho capito).
Sulla riva vi sono alcune carcasse di leoni marini, rari da queste
parti.
La pinguinaia è grandissima, era la prima volta che vedevo migliaia di
pinguini tutti in un colpo.
Moltissimi i nidi (fatti di sassolini) ma pochi cuccioli.
Quando ci si avvicina i pinguini si allarmano, gridano e difendono il
nido, uno mi ha anche beccato su una gamba, e sbattono le alucce con
cui ti colpiscono.
Naturalmente bisogna cercare di disturbarli meno possibile.
E' un'esperienza veramente interessante anche se ha due aspetti
spiacevoli:
il primo è l'odore, infatto migliaia di pinguini che vivono sui loro
escrementi a tratti emanano un odore non proprio gradevole (mangiano
pesce!).
Il secondo è il fatto che si cammina fra migliaia di corpi di pinguini
morti e mummificati di ogni età ed epoca.
Infatti il clima qui impedisce la putrefazione e mummifica i corpi.
Ad un certo punto si è posto il problema che serviva un po' di sangue
di pinguino, ma non avevamo la rete.
Mentre si stava discutendo come fare, due pinguini curiosi si sono
avvicinati a noi e così è partita una divertente "caccia al pinguino"
con inseguimento e tentativi di placcaggio.
Il primo mi è sgusciato fra le mani e si è messo a distanza di
sicurezza, il secondo , che non si era spaventato, è stato alla fine
placcato da Valerio.
Così è stato salassato, misurato e pesato (Kg 4.5).
Finito il lavoro siamo andati alla targa che ricorda l'avventura del
1912.
Chiamato l'elicottero, siamo tornati alla base dopo un bellissimo volo
su ghiacciai e montagne, pronti per la tradizionale pizza del sabato
sera.
Nelle foto tre dei marinai al momento del salvataggio (neri del fumo del
grasso di foca bruciato per scaldarsi).
Graziano04/01/2010Oggi qui c'è il sole, ma vento da ovest che spinge banchi di ghiaccio al
largo.
Le temperature sono comunque abbastanza miti, anche se l'estate sta per
finire.
Fra le attività che si svolgono anche qui c'è il lancio del pallone
meteorologico a ore 12 e ore 24.
Sale oltre 20.000 metri e trasmette direttamente i dati di temperatura,
posizione, pressione ed umidità ai satelliti, che poi li trasmettono in
Italia.
Sono anche andato nel laboratorio di Carlo Abete, Collaboratore Tecnico
dell'ICCOM-CNR sezione di PISA, ed ho chiesto in cosa consiste il suo
lavoro.
"L'attività del mio gruppo di ricerca in Antartide - mi risponde - ha come
obiettivo prioritario quello di valutare l'evoluzione del continente
antartico in relazione alla presenza di inquinanti organici come
policlorobifenili e policiclici aromatici.
Allo scopo in questa spedizione vengono prelevati campioni di neve
superficiale e di acqua di mare che prima sono trattati nei laboratori
della base qui in Antartide, per poi essere analizzati al loro arrivo
in Italia".
Ancora due parole sui pinguini di Adelia: raggiungono la maturità
riproduttiva a 4-5 anni, vivono in media 12 anni ma ne sono stati
trovati vecchi di 20 anni.
Depongono due uova in un nido fatto di sassolini (non ci sono vegetali in
Antartide), ma non sempre sopravvivono i due piccoli.
Sono predati a terra dagli 'skua' che mangiano le uova ed i piccoli, in
mare dalle orche e dalle 'foche leopardo' (queste pericolose anche per
l'uomo).
Di orche ne sono passate qui avanti ieri cinque e due giorni fa una coppia,
probabilmente in cerca di pinguini o foche.
Anche foche di Weddell qui ce ne sono parecchie, che dormono sul
ghiaccio.
Prossimamente ve ne manderò qualche foto.
Ciao
Graziano06/01/2010Ciao a tutti.
Nei giorni scorsi c'è stato vento, due giorni fa anche forte.
Ha staccato una parte della banchisa e se l'è portata al largo.
Così si vedevano passare davanti alla base ampie lastre di ghiaccio,
con sopra 5-6 pinguini che dormivano o passeggiavano.
Nessun problema per loro: arrivano a nuoto fino a 170 Km al largo per
cacciare i pesci!
Quando ho fatto la foto della foca con l'aereo in fondo era appunto
uno di quei momenti di forte vento (55-60 nodi). La
velocità era vicina a quella di decollo del Twin Otter, che
in effetti si è alzato contro vento dopo pochissimo (circa in due metri
ha detto poi Bob a cena, esagerando un po').
Perfino le foche che stanno tutto il giorno sul pack, immobili a parte
una gratattina ogni tanto, si erano ritirate nelle loro buche
sott'acqua.
Usano le fratture della banchisa per uscire a respirare e mantengono
il buco rompendo il ghiaccio.
Le foto non rendono l'idea, ma solo molto grosse, lunghe circa tre metri
(mi informerò del peso ma penso alcuni quintali).
Mi hanno detto che, a differenza dei pinguini di Adelia che d'inverno
partono, le foche restano in zona, aprendosi i varchi nel ghiaccio,
quando sono troppo vecchie per farlo muoiono.
Mi è stato chiesto se, dato che siamo al mare, c'è un molo ed una
imbarcazione.
E infatti ci sono, il battello si chiama "Malippo" e serve per le
attività di ricerca in mare e per trasporti da e per la nave Italica
quando arriva.
Vi mando un paio di foto delle rocce attorno alla base: qui è tutto
granito, scolpito dal vento e dal gelo in strane forme.
Stasera serata medica: farò lezione di Rianimazione
Cardio-Respiratoria.
Stasera è nevicato, ma solo un'imbiancata.
Abbiamo sei americani ospiti, sono atterrati con il DC3 a Browning Pass,
qui vicino, perchè a Mc Murdo, dove erano diretti, c'è maltempo: c'est
l'Antartique!
Vediamo domani se potranno ripartire.
Ciao
Graziano07/01/2010Oggi ha nevicato forte fino verso le 12, poi ha smesso.
Ma qui, al mare, non ha accumulato se non dove depositata dal vento.
La temperatura è tutto sommato mite: -2°C, vento moderato a 20 nodi
(circa 40 Km/h).
Stamattina sei orche sono passate qui davanti, e questa volta si
vedevano chiaramente. Non solo la pinna dorsale ed il dorso, ma anche
il muso con la grande macchia bianca e quella ai lati del
dorso.
Questo perchè uscivano con la testa per "guardare attorno", meglio per
pinguini e foche non essere nelle vicinanze!
Ho chiesto all'ornitologo se con questa bufera di neve i piccoli di
pinguino muoiono: solo se succede nei primi cinque giorni di vita, poi
riescono a resistere.
Mi ha anche spiegato perchè fanno il nido di sassolini: perchè drenano
l'acqua. Infatti quando nevica, nella pinguinaia si forma spesso una
poltiglia di neve sciolta (e guano).
Ieri avevo chiesto di andare a riaccompagnare i sei Americani bloccati
con il DC3 a Browning Pass, che è un ghiacciaio in una valle parallela
alla baia.
Non è un grande ghiacciaio per l'Antartide, anche se in confronto a
quelli delle Alpi è immenso.
Solo alle 17 il tempo è migliorato, il pilota dell'elicottero è andato
a dare un'occhiata per vedere se era fattibile, poi è tornato e ci ha
caricati.
Il volo è durato solo pochi minuti, il tempo di attraversare la baia ghiacciata
con i pinguini sotto di noi che correvano qua e là spaventati,
superare le basse montagne ed atterrare vicino all'aereo.
A dire il vero si "ballava" un po'.
Lì c'era già più neve (una decina di cm).
La pista viene battuta con i gatti delle nevi, e ci sono due container
di salvataggio nel caso qualcuno dovesse restare bloccato lì per il
maltempo (vedi foto). Il DC3 è decollato in un vortice di neve fresca ed è sparito nelle
nuvole diretto alla base americana di Mc Murdo.
Il tempo di fare due foto e siamo rientrati.
Ciao a tutti
Graziano
09/01/2010E' sabato mattina, il tempo è bello, non fa tanto freddo.
Per tre giorni è stato nuvoloso e nevischiava un po', poi ieri sera verso le 5 il cielo si è aperto ed è venuto il sole.
Così l'elicottero è potuto partire per riportare Francesco Pezzo e Valerio Volpi, di cui vi avevo già parlato in occasione della attività a Inexpressible Island, a Edmonson Point.
Edmonson Point è a circa 70 Km da qui, sull'altro lato del vulcano Melbourne (2.720 m), che si vede di fronte alla base dall'altra parte della baia a 42 Km.
C'è una pinguinaia e Francesco e Valerio passano la maggior parte del tempo là per studiare i pinguini, alloggiati in una "mela", che è un piccolo rifugio di vetroresina (vedi foto).
Io sono andato con loro, ma non sono potuto scendere dall'elicottero in quanto si tratta di una zona tutelata ed io non avevo il permesso per camminare in quel posto, lo avrò il giorno 21, quando dovrò dare una mano a fare un censimento dei pinguini.
Con noi c'era anche Riccardo Bono che doveva controllare delle apparecchature poste su una spiaggia vulcanica di sabbia nera (dove, se fossi sceso, avrei potuto fare belle foto di pinnacoli di ghiaccio bianchi sulla sabbia nera), e su una piccola cima proprio sopra il ghiacciaio che porta a Browning Pass (foto).
Il volo è stato bello, in tutto un'ora e mezza, con i soliti panorami mozzafiato verso le montagne, ghiacciai immensi, il vulcano che finalmente ho visto da ovest (vedi foto), la banchisa con alcuni iceberg bloccati dal ghiaccio (nella foto di uno di questi si vede l'ombra dell'elicottero).
Quando siamo decollati dalla montagna il pilota ha fatto una picchiata verso il ghiacciaio abbastanza "emozionante".
Abbiamo sorvolato la pista di atterraggio di Browning Pass sulla via del ritorno.
Ciao
Graziano
11/01/2010Ciao a tutti.
Ieri sera c’è stata la cerimonia dello “Spinguinamento”.
E’ il rito di iniziazione all’Antartide cui vengono sottoposti quelli
che per la prima volta hanno superato il 60° parallelo sud.
Gli 'spinguinandi' vengono sottoposti a scherzi più o meno “benevoli”
sotto lo sguardo di 're e regina pinguino', che poi devono dichiarare
avvenuto lo 'spinguinamento' e far entrare il neofita nella schiera degli
Antartici.
Una serata goliardica.
Oggi la giornata era un po’ grigia, con temperature di poco sotto lo
zero ma un po’ di vento che rendeva l’aria ancora più fresca.
Il vento ha portato un sacco di ghiacci nella baia, anche con alcuni
piccoli iceberg.
Poi magari il vento gira e la baia nel giro di dodici ore torna libera.
Sui ghiacci molti pinguini e stasera anche un’orca in cerca di fortuna.
Io sono andato a fare una passeggiata pomeridiana su una collina sopra
la base (260 m sul mare), da cui si vede un bel panorama: a ovest la
baia ed il vulcano Melbourne, a est - all’orizzonte, ma ben visibile col
binocolo (che ho sempre con me) - la bianca linea del margine occidentale
dell’incredibile ghiacciaio Drigalski, che dal plateau scende verso il
mare. E dentro al mare si allunga in una lingua lunga circa 100 Km e
larga 25, da cui ogni tanto si staccano giganteschi icebergs.
Camminare sulla morena non è agevole, ma più di tutto infastidisce la
presenza degli skua.
Hanno i nidi fra i sassi ed in questo periodo hanno i piccoli, per cui
sono molto aggressivi e quando ti avvicini al nido ti assalgono con
picchiate fino a pochi centimetri dalla testa con un verso simile a
quello del gabbiano, ma più rauco.
Qualcuno è stato anche schiaffeggiato sulla faccia dalle zampe palmate,
altri hanno ricevuto una “bomba” addosso.
Sono animali molto tenaci e adattati a vivere qui, mangiano un po’ di
tutto, comprese uova e piccoli di pinguino. Sono uccelli un po’ simili
ai gabbiani.
Grandi volatori, sono stati visti fino in Groenlandia. Mi dicono, anche, che nidificano solo in Antartide.
Fanno due uova ma in genere solo un piccolo sopravvive, l’altro è spesso
sopraffatto dal fratello, soprattutto se scarseggia il cibo.
Proprio due giorni fa, attratto da un forte pigolio, ho assistito alla
scena di due piccoli, di cui uno beccava accanitamente l’altro, e la madre che
strillava come per separarli. Senza riuscirci, però. Quando il povero piccolo,
vittima del fratello, è riuscito a mettersi sotto le ali della madre non
è servito a niente: l’altro ha continuato a beccarlo ancora.
Io me ne sono andato ma è immaginabile come sia finita…
Altro episodio a cui ho assistito cinque giorni fa: uno skua è finito fra le
pale dell’elicottero che gli ha tagliato le ali.
E’ caduto a terra e dopo circa un minuto un altro skua gli è andato
vicino.
Che scena commovente, ho pensato, guarda: forse è il compagno o la
compagna del poveretto che lo veglia!
Macchè! Trenta secondi dopo ha iniziato a mangiarselo!
Insomma sono certamente animali interessanti per gli ornitologi, ma non molto simpatici!
Ciao
Graziano14/01/2010Oggi sono tornato ad Edmonson Point per essere istruito su come contare
i piccoli di pinguino, conta che dovrò eseguire verso il 21 del mese.
Adesso sono quasi tutti con i genitori, ma per quella volta saranno
raggruppati in numerosi gruppi.
Contarli è un casino, bisogna farlo in due persone per tre volte e poi fare la media. Pare impossibile ma anche quando ci sono gruppi
ristretti, i numeri non sono mai uguali. Si fa appunto la media.
Figurarsi nel gruppo più grosso: la prima volta - con un apposito
contatore che si aziona col dito - ne ho contati 996, la seconda 868!
Prima di rientrare alla base con l’elicottero siamo passati alla pista
di Browning Pass a recuperare una sacca di sopravvivenza.
Queste sacche sono degli zaini che chi esce e va lontano
dalla base toglie dall’elicottero e tiene con sé, nell’eventualità che
causa maltempo l’elicottero non possa ritornare.
Dentro c’è una tenda per tre persone, tre sacchi a pelo, fornello a
gas, cibo liofilizzato, segnalatore fumogeno, cassetta di pronto
soccorso, fischietto, pala ecc.
Ciao
Graziano
15/01/2010Oggi sono partiti una trentina di ricercatori con la nave Italica,
arrivata il 12. Se tutto va bene fra sette giorni saranno in Nuova
Zelanda. Per 48 ore sono stati scaricati container di carburante e
merci.
Quindi la base adesso è più tranquilla. Sono rimasti i logistici e
saranno fatti i lavori preparatori alla chiusura invernale.
Invio delle foto che rappresentano i pinguini di Edmonson Point e della
base MZS.
Qualche foto è colta al volo: in una si vede come saltano fuori
dall'acqua, in un’altra un pinguino salta in mare da un sasso, in una
si vede come nuotano sott'acqua e vi assicuro che sono velocissimi.
Ad Edmonson Point si nota anche una specie di cancelletto: serve a contare e
pesare i pinguini, alcuni portatori di marcatura.
Davanti alla pinguinaia ci sono ancora 20 km di ghiaccio, che i
pinguini percorrono a piedi prima di trovare il mare aperto e procurare
il cibo per sé e i piccoli.
Per adesso ognuno di essi è accudito da un genitore ma fra qualche
giorno cominceranno a raccogliersi in gruppi. Così entrambi i genitori
faranno la spola.
Francesco ha anche ripreso un assalto di uno skua. A Edmonson ce ne
sono circa 150!
Siccome lui e Valerio li conoscono tutti, mi ha anche detto che quello
che mi faceva gli assalti è una femmina abbastanza buona e che, se
volevo, mi faceva provare uno cattivo, di quelli che ‘schiaffeggiano’:
ho declinato l'invito!
Ieri ha nevicato e stamattina era bianco, la temperatura è molto mite
e la neve si è sciolta, sono uscito in pantaloni e pile, così ho lavato
la tuta rossa da lavoro, impolverata di guano di pinguino!
Ecco anche tre immagini fornite da Ennio Cocca che è venuto fin qui per
pescare:
non per divertimento ma per studiare i pesci!
Ciao
Graziano17/01/2010E’ passata la domenica.
Ho fatto la notte, cioè il giro di controllo ogni due ore degli
impianti tecnologici: motori per la produzione della corrente
elettrica, potabilizzatore dell’acqua (infatti l’acqua dolce viene
ricavata desalificando quella del mare), impianto termico, impianto di
produzione dell’azoto liquido, frigoriferi vari a +5°, -20° e -80° C,
dove non sono conservati solo i cibi ma anche i campioni di neve,
ghiaccio, acqua ed altro che torneranno in Italia per essere
analizzati.
Vi immaginate se un frigo - dove sono conservati i campionamenti di una
stagione - “saltasse”? Un anno di lavoro buttato via!
Dopo aver passato la notte in piedi, naturalmente la mattina ho
dormito. Poi consueta passeggiata ad Enigma Lake: tempo splendente (il
cielo non è blu intenso come a DomeC ma comunque di un bell’azzurro),
temperature miti, a parte un po’ di vento.
Comunque ci sono andato in pantaloni di velluto e pile. E’ come un mese
di marzo in montagna.
A cena la grigliata.
Siccome bisogna dare una mano, stasera ho aiutato a lavare piatti e
stoviglie.
D’altra parte tutti sperano che il medico non faccia il suo lavoro! Nel
senso che tutti stiano bene.
In realtà fin’ora (facendo i debiti scongiuri) non ci sono stati né
malattie né infortuni gravi.
Più che altro dolori alla schiena da lavoro, alle ginocchia da
camminata sulle morene, raucedini e mal di gola.
A DomeC naturalmente anche un caso di congelamento al volto (non grave
per fortuna).
Qui a Baia Terranova due di casi suture di ferite, un paio di
radiografie senza frattura, alcune di ecografie.
In tre casi si trattava di ricercatori tedeschi della vicina base di
Gondwana, che si trova dall’altra parte della Baia Terranova.
Base molto meno attrezzata della nostra, che funge loro da supporto
logistico (ed evidentemente anche medico).
Naturalmente abbiamo una squadra di pronto soccorso a cui abbiamo
assegnato i vari compiti in caso di incidente o malore gravi.
Quest’anno, in base, abbiamo spesso un gruppo di una ventina di
pinguini di Adelia molto curiosi che appena ti vedono arrivano e,
zampettando, vengono vicino a te. Come a vedere casa fai o ‘cosa sei’,
in genere dopo pochi minuti si stufano e tornano in mare.
Si vede che noi umani siamo proprio noiosi.
Qualche volta danno proprio l’impressione che si chiamino come a dire:
“hei, qui ce n’è un altro, dai venite a vedere!”.
Si tratta di animali giovani che non hanno ancora “messo su famiglia”,
sono molto divertenti.
Stiamo fantasticando che magari potrebbero fondare una nuova
pinguinaia.
Ne ho fotografato uno che sembra avere una moneta nel becco trovata in
mare, è impossibile naturalmente, ma la foto……che ne dite?
Ciao
Graziano20/01/2010In base si è presentata una giovane foca, piccola rispetto alle altre che credo siano circa il doppio.
Si è lasciata avvicinare senza problemi. Allora, però, mi ha ringhiato mostrandomi i denti ed alzandosi verso di me.
Subito dopo comunque ha ripreso il suo sonnellino.
Ciao
Graziano22/01/2010Ieri giornata antartica della conta dei pulcini di pinguino.
Come mi avevano insegnato, sono andato a fare il censimento
a Edmonson Point.
A dire il vero, al mattino, sembrava si dovesse rinviare.
Infatti soffiava il "catabatico", cioè il vento che dal continente
soffia verso la costa, determinato dal movimento delle masse di aria
fredda che "scivolano" verso il mare.
Può raggiungere anche i 300 km/h.
Ieri aveva punte di "soli" 83 nodi, cioè circa 150 km/h.
Il vento ha staccato e portato via ampie fette di banchisa, liberando
il mare verso Tethys Bay (che è dietro un promontorio presso la base).
In attesa di sapere se si sarebbe partiti, sono salito sul
promontorio per vedere quanta Tethys si fosse liberata. Arrivato sul
culmine il vento era così forte che, per non cadere, mi sono dovuto
mettere in ginocchio!
E poi sono tornato al riparo carponi.
La sala operativa ci aveva detto che avrebbero fatto
sapere qualcosa a mezzogiorno.
Infatti più o meno a quell'ora conferma, per radio, che il decollo è alle 14.
"Mah? - ho pensato - con tutto questo vento!"
In effetti i meteorologi avevano ragione: alle due il vento era
praticamente zero! Era cessato quasi di colpo.
In elicottero ci abbiamo messo circa venti minuti per arrivare a Edmonson
Point, volo tranquillo a parte qualche bel colpo di vento che faceva
ballare e sbandare l'elicottero.
Eravamo io e Riccardo Schioppo, che oltre che a contare i polcini
doveva fare la manutenzione della stazione meteo e scaricare i dati del
cancello-bilancia dei pinguini.
Il paesaggio ad Edmonson Point è lunare, tutto materiale vulcanico del
vicino vulcano Melbourne.
La conta è stata un po' lunga ma senza altri problemi che il tormento
degli attacchi degli skua, in tutto abbiamo contato un totale circa
1600 pulcini, tre volte ciascuno come da regola.
Con un po' di ritardo rispetto agli altri anni i piccoli cominciano a
riunirsi in gruppi, così entrambi i genitori possono recarsi in mare a
caccia - come già avevo detto - camminando per 20 km sulla banchisa (più il
ritorno).
Al rientro abbiamo percorso la costa fino a Cape Washington, dove ci
sono i 'pinguini imperatore', ma il ghiaccio sulla banchisa era troppo
sottile e così non siamo potuti atterrare, ed io ancora una volta non
sono riuscito a vedere gli imperatore da vicino.
Il panorama comunque valeva lo stesso la pena, alla grande!
Sosta, infine, alla base tedesca di Gondwana a visitare un geologo
con la febbre.
Ciao
Graziano25/01/2010L'altroieri, sabato 23 gennaio, ha nevicato tutto il giorno, solo una decina di
cm. Ieri invece era una giornata molto mite con temperature un poco sopra
lo zero e sole splendente.
Nel pomeriggio ho avuto l’incarico di prendere un pochi di campioni di
'cacca' di foca (eh si, in Antartide si fa anche questo).
Congelata, verrà spedita in Italia per non so quali studi.
Così io e Gianluca Ippolito, detto “Ippo”, guida alpina, siamo andati
sul pack di Tethys Bay.
Quando si va sul pack la guida è obbligatoria, perché c’è il rischio di
finire in un crepaccio e lasciarci le penne.
La guida sonda il ghiaccio e decide dove si può passare.
Il pack qua e là presentava spaccature e gemendo sotto l’effetto del
mare.
Comunque con la motoslitta (detta anche skidoo) ci siamo diretti
dove si vedevano assembramenti di foche, alla ricerca di qualche 'cacca'.
Soprattutto nei luoghi dove erano stati praticati i fori nel ghiaccio
per i sub, che le foche adesso usano per uscire dall’acqua.
Altrimenti i buchi devono praticarli loro con i denti, dove il pack
presenta qualche frattura.
A tratti si sprofondava nella neve accumulata dal vento negli
infossamenti.
Le foche come al solito dormivano pacifiche, alcune enormi, per nulla
infastidite da noi che ci giravamo intorno.
La raccolta ha avuto successo!
E poi io ho avuto la fortuna di fare la foto che vi mando (la sua testa che sbica dal ghiaccio), che per me è
la migliore che abbia fatto in questa spedizione, e che speravo di
riuscire a fare dal primo giorno.
Come al solito è stata una combinazione di fortuna e pazienza.
Ciao
Graziano26/01/2010Oggi, martedi 26, nevica.
Pensavo di mandarvi qualche immagine del mare, quello che c'è sopra e
quello che c'è sotto.
Sopra è facile: ghiaccio, foche, pinguini e skua.
Intendo sia la banchisa - che adesso, qui, a Baia Terranova si è molto
ridotta sotto l'effetto del vento e del caldo -, sia gli iceberg - che
ogni tanto arrivano portati dal vento e gironzolano un po' per la baia
per poi sparire.
Sotto il ghiaccio è tutta un'altra storia, come vedete dalle foto fatte
da Stefano Schiaparelli, ricercatore dell'Università di Genova e
subacqueo.
La vita è molto più varia.
In genere i sub preferiscono immergersi sotto il ghiaccio, perchè
quando questo se ne va fioriscono le diatomee e l'acqua diventa verde e
non c'è nessuna visibilità.
Con la nave 'Italica’ è arrivata la seconda imbarcazione che
affiancherà il ‘Malippo’.
Quando è arrivata tutti hanno storto il naso: bruttarella, ed usata,
pesante e con un solo motore.
E' stata costruita in Polonia, e si chiama - indovinate un po? - ‘Skua’!
Invece nel primo giro di prova i marinai hanno cambiato presto idea: è
si un po' meno manovrabile del ‘Malippo’, ma è molto robusta, il motore
è potente ed è progettato per funzionare in acque fredde.
Infatti l'acqua di mare aspirata per il raffreddamento deve essere
preriscaldata.
Inoltre le attrezzature sul ponte (gru ecc.) funzionano molto bene.
Insomma lo "Skua" sarà all'altezza dei compiti che lo aspettano nelle
prossime spedizioni.
Dimenticavo di dire che nel giro di prova sono salito anch'io, il mare
era come l'olio perchè c'era un’infinita barriera di ghiacci che
chiudeva tutta la baia, con alcuni icebergs.
Uno siamo proprio andati a toccarlo, in senso letterale: bello.
E' quello che vedete in foto, non grandissimo ma lucido e colorato,
perchè si era già ribaltato, cioè era emersa la parte che prima stava
sotto al mare.
Anche in quest’occasione i pinguini di Adelia hanno dimostrato la loro
curiosità, infatti uno di loro per un bel po' ha nuotato a fianco
dell’imbarcazione sott'acqua con (ogni tanto) i salti fuori in aria.
Nella foto, alle mie spalle, Francesco Reale. Nell'altra, il secondo
marinaio Andrea Cervelli.
Invece l'animaletto con la penna ‘Bic’ l'ho fotografato io per dare
un'idea delle dimensioni.
Ciao
Graziano
27/01/2010Ennio Cocca, il 'pescatore scientifico' di cui avevo parlato nel resoconto dello scorso 15 gennaio, mi ha fatto avere delle informazioni più dettagliate a proposito della sua interessante attività legata al mondo della fauna marina (del tutto particolare, evidentemente) di queste latitudini.
Alla galleria immagini si aggiunge solo ora, dopo un inconveniente tecnico, una foto dell’amico Alberto Mancini, del
quale avevo accennato a dicembre in merito alle attività scientifiche astronomiche
della base 'Concordia Dome C' con i telescopi Irait (International
Robotic Antarctic Infrared Telescope) e Cochise. Mancini si occupa
dell'elettronica e del software necessari ad un funzionamento
completamente automatico del telescopio.
Ma ecco la scheda fornita da Ennio Cocca:
Mi chiamo Ennio Cocca, sono un biologo molecolare e lavoro a Napoli
all’Istituto di Biochimica delle Proteine del CNR. Sono impegnato nelle
ricerche in Antartide da vari anni, dove ho svolto attività in basi
(Stazione Mario Zucchelli - Italia, Palmer Station - USA) o in navi,
per campagne di pesca. Infatti sono interessato allo studio degli
adattamenti evolutivi dei pesci 'Nototenioidei', che sono caratteristici
delle fredde acque dell’Oceano Meridionale.
Queste specie costituiscono
la quasi totalità dei pesci che vivono nelle acque antartiche, e
mostrano caratteristiche fisiologiche che gli permettono di sopportare
temperature così basse (fino a quasi -2 °C), a cominciare dalle loro
proteine “antigelo”, che hanno la stessa funzione del “Paraflu” nei
radiatori delle nostre automobili.
Io mi occupo dello studio dei geni
coinvolti nel trasporto dell’ossigeno. In collaborazione con
ricercatori italiani e statunitensi, in un progetto durato vari anni,
abbiamo svelato il difetto genetico degli “icefish” (pesci di
ghiaccio), che sono gli unici animali che non hanno emoglobina nel
sangue!
Questi pesci si presentano con un aspetto quasi vitreo ed hanno
un sangue incolore, dove l’ossigeno è trasportato direttamente come gas
disciolto (grazie alle basse temperature la sua concentrazione è
maggiore). Le nostre ricerche hanno svelato la causa genetica che
impedisce loro di esprimere l’emoglobina, la proteina rossa che lega e
rilascia l’ossigeno in tutti gli organismi superiori. Un altro
progetto, partito di recente, è rivolto allo studio della proteina HIF
(fattore indotto dall’ipossia), che ha un ruolo centrale nel controllo
dell’espressione genica in funzione della concentrazione di ossigeno.
In Antartide la mia attività parte proprio dalla pesca di queste specie
così interessanti, che avviene usando varie tecniche, a seconda dello
stadio del ghiaccio marino: con le reti, con le nasse, con le canne (le
ultime due anche dai buchi nel ghiaccio). I pesci vengono poi
trasferiti nell’acquario (della base o della nave), dove vengono
condotti i primi esperimenti. Si procede poi alla preparazione dei
tessuti e ad un trattamento iniziale in laboratorio. Infine i campioni
vengono spediti in Italia dove le ricerche continuano con varie
tecniche e strumentazioni.
Ciao
Ennio Cocca
28/01/2010Entra nella rassegna fotografica anche la guida alpina Gianluca Ippolito detto "Ippo", di cui ho parlato nella mail delle foche. Infatti eccolo mentre osserva un esemplare dormiente.
Ciao
Graziano30/01/2010Ciao a tutti.
Questa è probabilmente l'ultima e-mail che scrivo da MZS (Mario
Zucchelli Station) perchè il 31 mattina andrò a Cape Hallet, a 350 km
da qui, per salire sulla nave 'Italica'.
Vi annoierò anche da lì per raccontare in cosa consiste l'attività
oceanografica della nave.
Però, adesso che sto per lasciare la base, mi rendo conto che non l'ho
mai descritta.
Naturalmente più che le parole valgono le immagini.
La base ormai ha 25 anni, ma ci si vive abbastanza comodamente.
Contando anche la foresteria, che è costruita a fianco, può ospitare
fino a 130 persone circa.
Come vedete dalla foto è pittosto grande. Oltre alla parte per così
dire "alberghiera", cioè camere, mensa, salette ecc., ci sono anche gli
uffici, i laboratori, la sala operativa da cui si dirigono i voli di
aerei, elicotteri, si fanno le previsioni meteo (fondamentali), si
mantengono i contatti fra le persone.
Infatti tutti noi abbiamo sempre la radio e, se ci allontaniamo dalla
base, comunichiamo dove andiamo e periodicamente ci mettiamo in
contatto per dire che tutto va bene.
All'esterno ci sono i capannoni con magazzino, officine, garage ecc.
Ci sono tre "Helipad", cioè piazzole per gli elicotteri ed il molo.
Invece
le piste per l'aereo sono tre: sul pack finchè è sicuro (e ci possono
atterrare tutti i tipi di aereo, anche il C130), Enigma Lake che si
trova su un pianoro a circa tre km dalla base, Browning pass come ripiego
se Enigma non è utilizzabile e per gli aerei più grossi.
Come vi avevo già detto l'acqua viene prodotta desalificando quella di
mare, le acque reflue sono purificate e quella che viene rimessa in
mare è controllata per garantire il minor inquinamento possibile.
L'energia elettrica e riscaldamento sono prodotti con motori diesel e
bruciatore a gasolio.
Naturalmente anche qui c'è il problema dello smaltimento dei rifiuti.
Si fa la raccolta differenziata.
Carta, legno e rifiuti organici (come i residui di cibo) vengono
inceneriti in un apposito inceneritore che viene acceso quando si è
accumulato un adeguato quantitativo.
I fumi vengono abbattuti, raccolti ed inviati in Italia per lo
smaltimento.
Plastica, metallo, vetro vengono sminuzzati e portati in Italia per lo
smaltimento o il recupero.
Un accenno alla cucina: anche qui si mangia benone, la cucina rispetto
a Concordia è più mediterranea. Il problema è che a differenza di DomeC,
dove per il freddo e l'altitudine si consuma molto, qui si ingrassa
perchè è dura rinunciare alle ottime pietanze che ogni giorno vengono
preparate dai due cuochi, Peppino Peluso (a sinistra nella foto di Tiziano
Bastianelli) di Torre del Greco e Franco Lubelli di Cagliari.
Peppino è il cuoco di MZS da 19 anni!
In una foto anche lo "Skua" la piccola imbarcazione di cui vi avevo già parlato.
Ciao
Graziano01/02/2010Ciao a tutti.
Sono salito sulla nave 'Italica'.
Dovevamo partire alle 7 del mattino, invece si è alzato un vento
forte per cui siamo alla fine partiti alle 10. Io con il Twin Otter,
gli altri con due elicotteri.
Il volo è stato tranquillo fino a che non siamo scesi di quota per
avvicinarci a Cape Hallet: si è ballato un po'.
Siamo atterrati sulla banchisa, i piloti (due ragazzi giovani) hanno
prima sorvolato la pista, poi con il palmo delle mani mi hanno fatto
segno che avrebbero fatto una passata.
Hanno per così dire saggiato la pista facendo scivolare i pattini sul
ghiaccio, anche per spianare eventuali "sastrugi", cioè asperità del
ghiaccio.
Hanno poi ripreso qutota e dopo un altro giro siamo atterrati senza
nessun problema.
Sono stato prelevato dall'elicottero e portato direttamente sulla nave,
che era "parcheggiata" con la prua incastrata nel ghiaccio della
banchisa come si vede nella foto.
Cape Hallet è un posto molto bello, vi è quella che forse è la più
grande pinguinaia di Adelia dell'Antartide con molte decine di migliaia
di coppie.
Il monte Herschel a picco sul mare è alto oltre 3000 metri e ci sono
ghiacciai verticali azzurri alti centinai di metri.
Peccato che fosse nuvoloso, così niente belle foto.
Gli elicotteri hanno poi fatto 43 "Sling", cioè trasporti con un cavo
appeso sotto al velivolo.
Infatti dai pressi della pinguinaia sono stati asportati i resti di una
stazione scientifica USA, poi diventata neozelandese, infine smantellata.
La guida Ippo (di cui vi ho già parlato) e l'incursore Simone Brunetti
stavano sul pack per sganciare il carico dagli elicotteri ed
agganciarlo al "bigo", che è quella specie di gru che si trova sulle
navi.
Ad un certo punto però la banchisa ha cominciato a fratturarsi ma il
lavoro è finito prima che i pezzi si allontanassero in mare.
Nella foto si vede la linea di frattura, in ogni caso tutto è stato
fatto rispettando i criteri della sicurezza.
subito dopo siamo ripartiti superando una barriera di ghiaccio ed
icebergs, anche grandi, verso il mitico "Mare di Ross".
Vi parlerò della nave e del lavoro che deve fare la prossima volta.
Ciao
Graziano
02/02/2010
Ciao,
terzo giorno di navigazione sull'Italica nel
leggendario Mare di Ross.
La nave è lunga 130 metri.
Costruita nell'ex Unione Sovietica, è una nave da trasporto progettata
per navigare fra i ghiacci.
Infatti tutte le scritte sono in cirillico (e in russo naturalmente).
Lo scafo ha uno spessore doppio e la struttura è rinforzata.
Acquistata dall'attuale armatore, in Italia è stata ulteriormente
migliorata.
A detta dei marinai è un'ottima nave.
Ha un motore da 6000 cavalli, cinque cilindri, 120 giri al minuto al massimo
(si, non è un errore di battitura: centoventi).
L'elica fa gli stessi giri del motore.
Benchè possa usare molti tipi di combustibile, qui in Antartide, per
ragioni di protezione ambientale, brucia uno speciale gasolio a basso
contenuto di zolfo.
A vedere le valvole in movimento viene da pensare a quello di una
gigantesca macchina da cucire.
Nella foto (con me vicino per dare le proporzioni) si vedono le
valvole, il resto del motore è al piano di sotto.
Le cabine sono confortevoli e la cucina (ahimè) è ottima, se possibile
ancora meglio di MZS.
Non ho avuto il mal di mare, ma il mare è calmo.
Siamo passati anche fra i ghiacci per recuperare un "mooring" con molti
icbergs, anche molto grandi, il più grande - ho calcolato - di alcuni km.
Le foto che vi mando sono di uno a cui siamo passati molto vicini.
I puntini neri alla base sono uccelli.
L'altezza dovrebbe essere di circa 60 metri fuori dall'acqua e circa
300 (cinque volte tanto) sotto.
Cos'è un "mooring" ve lo racconterò la prossima volta.
Per adesso dico solo che per recuperare il mooring "H" c'è stata una
buona dose di fortuna, infatti è riemerso in uno specchio di acqua
libera fra i ghiacci.
Vi allego una mappa satellitare dei ghiacci antartici dove ho segnato
la posizione.
Come si vede l'estensione di questi ghiacci alla deriva è di oltre
mille km.
Dopo un paio d'ore di navigazione a zig-zag fra icebergs e blocchi più o
meno grandi verso il mooring "A" (dove arriveremo dopo 24 ore circa), i
ghiacci sono finiti, il comandante dice finalmente, io invece dico
peccato!
Ciao
Graziano03/02/2010Oggi giornata di navigazione fra i ghiacci.
Ogni tanto, anche mentre scrivo, la nave vibra e si scuote quando attraversa dei lastroni di
ghiaccio.
Ci stiamo avvicinando a Hell's Gate, che è un ghiacciaio a fianco di
Inexpressible Island (dove hanno passato l'inverno i sei pionieri nel 1912).
Chiamato così ("porta dell'inferno") a causa dei forti venti che soffiano
quasi sempre.
Siamo in ritardo di alcune ore sulla tabella di marcia per raggiungere
il prossimo mooring da recuperare, a causa dei ghiacci.
Abbiamo fatto slalom fra le placche, spesse circa un metro e
vaste, a volte, come un campo da calcio.
Qualche volta però ci passiamo
in mezzo spezzandole come la glassa di una torta.
Facendolo, però, la nave vibra tutta con scossoni un po'
preoccupanti.
Si immagina che una nave sia una struttura molto rigida, invece quando
colpisce il ghiaccio si vede chiaramente la prua che si flette in alto
ed in basso vibrando (un po' come la punta degli sci).
Ma adesso vi dico in parole povere cosa sono i "Moorings" che i
ricercatori presenti in nave stanno recuperando.
E'una catena di strumenti verticale ancorata sul fondo da una zavorra
(1 o 2 ruote di treno) e sostenuta verticalmente da galleggianti (vedi
disegno).
Il cavo che collega i vari componenti e' di Kevlar da 14 mm.
A circa 5 metri dalla zavorra sono posti gli sganciatori acustici, che
servono per la manovra di recupero; la zavorra e' a perdere.
La boa superficiale e' a oltre 400 metri dalla superficie per evitare
che un iceberg (che può essere profondo anche 300 mt) se lo porti via.
Mentre nel resto del pianeta la piattaforma continentale è a circa 200
mt di profondità, in Antartide è a 500-600 mt perchè tutto il
continente antartico è sprofondato dentro la crosta terrestre per
l'immane peso dei ghiacci che lo ricoprono.
La catena di strumenti comprende i correntometri ed il registratore di
temperatura e conducibilità, che servono per misurare velocita',
direzione, temperatura e conducibilita'dell'acqua. Vi sono delle trappole che servono per la raccolta di flussi di
particelle che precipitano verso il fondo.
Sotto la trappola, a forma di imbuto, vi è un sistema rotante con tante
bottigliette che così raccolgono le particelle a tempi determinati, ad
es ogni mese.
Gli sganciatori (che per sicurezza sono due, che si apra uno o l'altro è
uguale) vengono attivati con un segnale radio.
A quel punto i galleggianti portano tutto a galla. Con un rampino la
catena di strumenti viene agganciata e poi tutto viene issato a bordo
con un verricello.
I moorings che stiamo recuperando sono stati messi in mare due anni fa. Tre dei sei recuperati verranno riposizionati dopo essere stati di nuovo
messi a punto, cambiate le batterie ecc.
I dati raccolti vengono invece naturalmente registrati, i campioni
conservati per essere poi studiati.
Spero di essere stato abbastanza chiaro e di non avervi annoiato.
Ciao
Graziano05/02/2010In anticipo sul previsto siamo rientrati a Baia Terranova e sono
iniziate le operazioni di carico e scarico di cose e persone. La base, infatti, chiude per l'inverno.
Porteremo in Nuova Zelanda anche il personale di DomeC.
In aggiunta a quelle di ieri vi mando delle foto di ghiacci che
non ci stavano nella mail per problemi di volume.
In una si vede come fra i ghiacci il mare possa essere veramente
piatto come l'olio.
Durante la anvigazione ho visto solo due balene, alcuni pinguini
solitari, sia di Adelia che Imperatore.
Qualcuno anche sul blocco che veniva colpito e frantumato dalla nave. A
quel punto grande fuga scivolando sulla pancia sopra il ghiaccio!
In più si sono viste anche molte foche con i piccoli, qui ancora bianchi a
differenza che a Baia Terranova.
Ciao
Graziano09/01/2010Ciao a tutti.
Ore 21.30.
Stamattina ci siamo svegliati con il vento catabatico.
E' il vento generato dal flusso di aria fredda che dal centro
dell'Antartide precipita verso il mare.
Si riconosce dagli sbuffi di neve sulle cime delle montagne, come si
vede dalla foto.
Circa 80 km all'ora, non tantissimi.
Tanto però da impedire le operazioni di carico delle ultime cose
(ancora due elicotteri e qualche container) e delle ultime persone della
base, che chiude per l'inverno.
Così la nave è stata tutto il giorno "alla cappa" cioè con la prua al
vento e l'elica in moto quanto basta per stare ferma.
Anche una nave coreana, nella baia, è ferma alla cappa.
I coreani devono aprire una base e stanno cercando un buon posto, forse
a Inexpressible Island.
Avremmo dovuto partire alle ore 0.01 di domani, così però il ritardo
potrebbe essere di 24 ore, sempre che il vento cessi!
Come dicono a DomeC: "c'est pas facile l'Antartique!".
Vi farò sapere.
Ciao
Graziano
10/02/2010Alle ore 21 siamo partiti, destinazione Nuova Zelanda. Con 21 ore di ritardo a causa del catabatico di
ieri.
Stamattina è stato posizionato un mooring a poche miglia dalla base.
Sono stati caricati gli ultimi due elicotteri ed anche il Malippo,
l'imbarcazione della base, che torna in Italia per riparazioni.
E' stata trainata fino all'Italica dall'"Eisbjorn" (Orso del ghiaccio),
che è il battello che sta nella stiva della nave e serve per i contatti
con la terraferma (vedi foto, il malippo è a sinistra).
Avanti alla prua ha un palo di ferro con cui sposta i blocchi di
ghiaccio se intralciano la navigazione, anche di discrete dimensioni.
Durante il pomeriggio sono stati caricati i restanti "abitanti" della
base e, per ultimi, quelli che hanno provveduto alle ultime operazioni
di chisura invernale.
Dopo la cena tutti in plancia, tre colpi di sirena, il brindisi e poi
rotta verso nord.
Durante la navigazione verrà calato in mare l'ultimo mooring, fra circa
13 ore.
Dalle ultime carte dei ghiacci dovremmo trovare pochi ostacoli (allego 'mappa' di ieri: l'Antartide è in grigio, i ghiacci sono colorati a seconda
della densità, il nord è in basso a 180°).
In sei giorni e mezzo circa dovremmo arrivare a Lyttleton (Nuova
Zelanda).
Tutti sperano che dopo il Mare di Ross, che generalmente è calmo, in
oceano non ci sia mare grosso.
Staremo a vedere.
Ciao a tutti.
Graziano 15/02/2010La navigazione verso la Nuova Zelanda continua
ad una velocità di circa 24 km/h.
Ieri e stanotte il mare era agitato e si ballava molto. Per fortuna
oggi è un po' più tranquillo, infatti c'era più gente in mensa.
E' normale soffrire il mal di mare, soprattutto se è agitato. Dopo qualche giorno ci si adatta.
Io non ho avuto problemi perchè navigo ormai da 12 giorni.
Ci si abitua tanto che poi allo sbarco si può avere invece il "mal di terra",
cioè una sensazione di disagio ed anche malessere dati dall'immobilità
del suolo dopo tanto tempo che il corpo si era abituato al movimento, cercando continuamente l'equilibrio.
Stamattina abbiamo passato il 66° parallelo sud. La scorsa notte, infatti,
per la prima volta dopo oltre due mesi ho visto un po' di buio.
Da adesso in poi la notte farà buio sempre più a lungo.
Domani passeremo il 60°.
In mare compare ogni tanto ancora qualche isolato iceberg. Sono
cominciati ad apparire in cielo anche gli albatros e numerose petrelle.
Ieri cinque orche, ma nessuna balena, peraltro con il mare grosso non è
facile vederle.
Il cielo finora è stato sempre coperto, ogni tanto ha nevicato, la
temperatura dell'aria è sempre sotto zero ed anche quella dell'acqua del
mare, ma si nota che aumenta lentamente di qualche decimo di grado ogni
giorno.
Le giornate sono scandite dai pasti, qualche film la sera, letture e
grandi dormite.
Insomma vita un po' noiosa e nessuna occasione di belle foto.
Ne mando allora una molto interessante di Simone Brunetti sul pack a
Cape Hallett davanti nalla prua dell'Italica, fatta da Gianluca
Ippolito (detto "Ippo").
Ciao
Graziano
16/02/2010Questa è l'ultima e-mail.
E' il 16 sera. A mezzanotte ci sarà l'ultimo collegamento satellitare.
Domani in mattinata si arriverà a Lyttleton, in Nuova Zelanda.
Finalmente!
Il viaggio in nave è stato lungo e faticoso perchè abbiamo avuto quasi
sempre brutto tempo e mare grosso, con vento fino a forza 8 e mare 8.
Vuol dire onde alte, la nave che rolla (si inclina di lato) fino a 30°.
A parte il disagio che dà in quel
momento anche a chi non soffre il mal di mare. Questo vuol dire che tutto si ribalta. E' un'impresa mangiare,
non si riesce a dormire perchè si è sbattuti nel letto di qua e di là,
in cabina tutto sbatte e si ribalta (valigie, sedie ecc.), è un'impresa
fare tutto: dallo scrivere al computer a lavarsi, fare la doccia è
perfino pericoloso.
Il cuoco, ad un certo punto, ha detto che stava cucinando come se
qualcuno stesse tentando di ucciderlo, con le pentole che volavano!
Gli unici che sembravano a loro agio erano gli uccelli che volano di
continuo attorno alla nave, (molti tipi che non conosco), fra tutti i
giganteschi albatros.
Arrivano a 3 metri e mezzo di apertura alare, volano di continuo senza
battere le ali sfiorando il mare con la punta delle ali e sono
veramente eleganti a dispetto della loro mole e del loro aspetto
ridicolo (ricordate l'albatros del film di cartoni animati "Bianca e
Bernie"?).
Peccato che per il mare grosso non sia riuscito a fare delle belle
foto.
Verso il 64° parallelo abbiamo incontrato gli ultimi icebergs, vi mando
una foto di uno che è in fase di ribaltamento e si è spezzato in due,
deve essere in mare da un paio di anni.
Abbiamo visto anche alcune balene, ma sono riuscito a fotografare solo
lo sbuffo di aria.
Oggi per fortuna è ricomparso il sole nel pomeriggio ed il mare si è
calmato un po', siamo arrivati a livello della Nuova Zelanda, la
temperatura dell'aria è decisamente mite.
Fra la gente a bordo è ricomparso il sorriso!
Mi ha stupito vedere un po' di foche qui a circa 300 km dalla terra più
vicina.
Sono foche totalmente differenti da quelle di Weddel, sono infatti
molto più piccole.
Adesso vi saluto e vi dico arrivederci in Italia.
Ciao
Graziano (con la collaborazione di Alessandro Pennazzato)