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Missione Polo Sud

di Alessandro Pennazzato
Graziano Busettini, tarvisiano con residenza a Osoppo, è medico chirurgo del reparto medicina generale dell’Ospedale di Gemona. E' stato “richiamato” dal Programma Internazionale di Ricerca Antartica, per la protezione e la salute delle decine di scienziati che al Polo compiono esperimenti e ricerche a favore del pianeta. Missione Polo Sud Al programma internazionale per le ricerche scientifiche nell’Antartico, partecipano anche gli istituti italiani Enea e Cnr. Nel corso di un'altra missione al Polo Sud di qualche anno fa (con questa è alla terza spedizione), Busettini aveva già operato alla base scientifica italo francese “Dome C. Concordia”.
In questo turno, anche in riconoscimento e apprezzamento della qualità delle prestazioni compiute, il medico eserciterà e farà esperienza medica in tre stazioni di ricerca. Secondo un messaggio ricevuto via satellite ha da poco raggiunto con un aereo militare USA la base di Mc Murdo Sound, situata poco oltre Terranova Bay.
Successivamente sarà trasportato – condizioni meteo permettendo – a "Dome C. Concordia".
E’ lì che il dottore ha già condotto la sua missione medica, guidando anche e personalmente un'esercitazione di recupero e soccorso di un infortunato in un crepaccio. Terminata la seconda missione, Busettini raggiungerà Cape Hallet distante circa 450 chilometri dalla base di "Dome C. Concordia".
L'ultima fase la esplicherà sulla nave Italica che sta effettuando nel mare antartico particolari rilevamenti oceanografici. Al termine, tra la seconda metà di febbraio ed i primi di marzo 2010, se l'Italica non sarà ostacolata dalla glaciazione marina, rientrerà in Italia, via Nuova Zelanda.

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DAL POLO SUD RICEVIAMO IN DIRETTA:

07/12/2009
Oggi, fra due ore, parto per Concordia DomeC, che è a 1200 Km da qui sul plateau, a 3400 m di altezza circa (tutto ghiaccio), per cui soffrirò il mal di montagna. In realtà è come essere a 4000 mt a causa dell’assottigliamento dell’atmosfera ai poli, e salendo in aereo - in sole cinque ore - non c’è adattamento. Ci resterò, sembra, fino al 20 dicembre circa (tempo e voli permettendo). A 700 Km c’è Midpoint, cioè dei fusti di carburante sul plateau, dove ci fermeremo a fare il pieno.
Ieri la temperatura è stata sopra zero! A DomeC troverò il vero freddo!! Ieri sono andato a fare una gita a Campo Icaro, dove ci sono delle installazioni di ricerca. Il mare era uno splendore (ho la faccia già scura), e sullo sfondo il vulcano Melbourne (2732 m, attivo, vi allego una foto: un bel posto per un villaggio turistico no?). Stamane invece il mare si è di nuovo chiuso per i ghiacci portati dal vento, il tempo è nuvoloso. Al mio ritorno qui mi riprometto di seguire i ricercatori nel loro lavoro, così se volete vi racconterò cosa fanno, ci sono geologi, biologi marini, ornitologi, meteorologi ecc.
Graziano Busettini

11/12/2009
Ciao a tutti.
Da quattro giorni sono arrivato a Concordia DomeC, il mal di testa è passato, dormo un po' di più, resta il fiatone a fare le scale o a camminare un po' spedito.
Il cielo è come sempre sereno, a tratti con qualche nube; la temperatura non troppo bassa. In questo momento sono le 11 e 20, ci sono -26.9°C, ma con Windchill (effetto vento e relativo freddo percepito) corrispondenti a -36°C. Nei giorni prima del mio arrivo avevano un windchill di -50°C. Ieri non c'era vento e con -26° - camminando - ho tolto i guanti ed a un certo punto anche il berretto perchè sudavo: ero vestito bene, naturalmente, ma conta anche il fatto che l'aria è rarefatta e conduce meno il calore (se non c'è vento!).
Sono andato a vedere il posto dove avevo fatto due anni fa una buca nel ghiaccio di 2 mt x 2 x 2 con la motosega per metterci il pilastro in cemento di un telescopio. Effettivamente lo hanno messo.
Quest'anno ci sono molte più attività scientifiche, un po' alla volta le visiterò. In base (e nelle tende) siamo molti: settantatre, più quattro americani di transito da Mc Murdo alla base di Casey (sulla costa). Sono arrivati ieri con un DC3 o DC4 Buzzler e oggi o domani ripartiranno in ‘Twin Otter’ in arrivo da Baia Terranova e che andrà direttamente a Casey. E’ la prima volta che viene fatta questa rotta. Anche il DC3 o 4 è della compagnia d’aviazione privata canadese Kenn Borek dei Twin Otter. L'aereo con cui sono arrivati è più grande, comodo e veloce del ‘Twin’, ma vuoi mettere l'avventura! Ho chiesto al pilota Bob come mai il nome dell'aereo fosse "Bi-Lontra" o "Lontra Gemella". Il primo della Kenn Borek arrivato si chiamava solamente "Scoiattolo" e il secondo "Castoro". Questo arrivato è si un "Lontra", ma è con due motori anziché uno. Perciò si chiama "Bi-Lontra". Adesso di Twin Otter la Kenn Borek ne ha decine in giro per il mondo. Ieri ho mangiato nuovamente filetto di canguro, la carne è buona e ricorda il cervo, in ogni caso si mangia molto bene, solo la pasta non viene perfetta a causa della quota (l'acqua bolle a meno di 100°C).
Ciao a tutti
Graziano

13/12/2009
Stamattina -31.9°C ma pochissimo vento per cui windchill (sensazione di freddo percepito data dal vento) -33°C, insomma si sta benino. Cielo come al solito blu intenso senza una nuvola (che noia).
Stamane per prima cosa, dopo colazione, sono andato in piscina. Infatti una volta al mese la vasca dove viene fusa la neve per produrre l'acqua da bere viene pulita, in quell'occasione l'acqua viene scaldata a circa 40°C e per il fine settimana funziona da piscina. E' un piacevole diversivo. L'acqua per lavarsi invece è riciclata (vietato fare pipì facendo la doccia!!).
Nei prossimi giorni ci sarà tutto un ‘viavai’ di aerei dalle basi australiana di Casey e francese di Dumond D'Urville; persone arriveranno mentre partiranno gli ultimi "invernanti", cioè quelli che hanno fatto l'inverno in base, isolati dai primi di febbraio ai primi di novembre con in mezzo tre mesi di notte ininterrotta. Fra gli arrivi anche la dottoressa ‘invernante’ cui darò le consegne. Poi, dopo alcuni Giorni, tornerò a Baia Terranova. Quest'anno è stato un po' più caldo degli ultimi inverni e la temperatura esterna dell'aria non ha mai raggiunto i -80°C (!). La meteorologa ‘invernante’, però, dice che hanno troppi pochi dati per capire se questo è dovuto a un riscaldamento globale o meno (ci sono dati riguardanti l’Antartide da soli cinquant'anni). Essendo domenica non si lavora e tutto è tranquillo.
Ciao a tutti
Graziano

14/12/2009
Ciao.
Oggi, al mattino, cielo velato. Adesso (sono le sei di sera) -28°C, ma windchill (sensazione di freddo percepito data dal vento) -38.
E' arrivato un aereo che non avevo mai visto, australiano, si è fermato a fare rifornimento. Va alla base australiana di Casey. Mi dicono si chiama CASA (?) (vedi foto).
Ieri pomeriggio sono andato a visitare Astroconcordia, il sito astronomico francese, ricco di telescopi. Mi hanno fatto vedere il loro ultimo telescopio ASTEP (vedi foto) e mi hanno offerto un bicchiere di ottimo champagne francese.
Perchè gli astronomi si prendono la briga di venire fino qui? Per molte ragioni:
- L'atmosfera è rarefatta come fossimo a circa 4000 mt di quota pur essendo a 3240
- Non c'è inquinamento perciò l'aria è limpidissima
- L'aria è talmente fredda (povera di energia) che si muove poco e non crea distorsioni, infatti mi dicono che le stelle qui durante la notte non luccicano, sono luci fisse.
- Non c'è inquinamento luminoso (ovviamente)
- La notte dura tre mesi (una pacchia per gli astronomi)
Ieri al telescopio - anche con un sole accecante - si riuscivano a vedere Giove e la stella Canopus (la più luminosa). Come sapete adesso non c'è notte, il sole fa tutto il giro dell'orizzonte. E' abbagliante e bisogna stare attenti a non scottarsi la faccia e proteggere gli occhi con occhiali scuri (rischio di cataratta). Ci sono alcuni che sembrano componenti della Banda Bassotti ma al negativo: faccia nera e mascherina bianca (segno degli occhiali).
Mandi
Graziano

17/12/2009
Ciao a tutti,
giovedì 17 dicembre, ore 14, temperatura esterna -27.7°C, Windchill -41.5°C, vento 7-8 metri al secondo. Stamane cielo velato, adesso è tornato il sole.
Essendo arrivata la nuova dottoressa “invernante”, mi sono trasferito al cosiddetto "Campo Estivo", tende e containers che servirono per la costruzione delle torri di Concordia e che funziona solo d'estate. Non ci si sta male, però al mattino - per fare colazione - ci sono 600 mt al “fresco” per raggiungere le torri.
Essendo cambiato il programma tornerò a Baia Terranova, verso il 26 o 27 dicembre. Oggi l'aereo che porta via alcuni di noi è partito con sei ore di ritardo causa maltempo a Dumont D'Urville, dove sono diretti per prendere la nave francese "Astrolabe" (soprannominata "Gastrolabe" per via che "balla" molto, con mal di mare assicurato). Diretta ad Hobart in Tasmania, pare però sia bloccata dai ghiacci e non si sa quando riuscirà a partire.
E' andata via nche l'ultima "invernante", la meteorologa Laura. Infatti qui ci sono molte attività meteorologiche, lancio di palloni con sonde che arrivano a 26.000-30.000 metri trasmettendo i dati via satellite. Molte le torri meteorologiche, alcune piccole (vedi foto) altre più alte, la più alta è di 40 metri.
Oggi sono di "vesaille" (lavapiatti), siccome siamo tanti (74) il lavoro è lungo!
Ciao
Graziano

19/12/2009
Ieri sono andato a dare una mano ai nivologi che studiano la neve, i cristalli, la densità ecc. Questo serve per lo studio e la previsione delle valanghe. Hanno scavato una buca di 5.4 metri di profondità. A parte la fatica dello scavo, come vedete dalla foto la temperatura in fondo è -56.01°C! E ci stanno delle ore!
Io facevo da montacarichi: sollevavo la neve messa in un bidone con una corda: sembra facile, ma a questa altitudine e col freddo costa abbastanza fatica.
Oggi bucato. La temperatura è mite: -27.4, Windchill -32.8°C. Cielo sereno e sole accecante come quasi sempre.
E in Italia? Come va?
Ciao a tutti
Graziano

20/12/2009
Domenica, non si è lavorato.
Quasi tutti si sono alzati tardi (anche perchè molti hanno fatto festa fino a ore piccole), quindi la base è stata silenziosa ed insolitamente calma. Dopo pranzo che si fa? Una passeggiata naturalmente, ma dove andare dato che attorno a noi c'è il nulla per migliaia di km? Anzi no, la base più vicina è quella russa di Vostok a solo 700 km da qui! Non resta che andare ai "Cammelli" o alla "Chiave".
Infatti, lungo la pista della "Traversa" - a 4 Km dalla base - c'è un posto chiamato "La Chiave", un palo con una chiave di legno che ricorda non so quale occasione, mi pare la consegna delle chiavi della base. Cos'è la "Traversa" o "Raid"? Per chi non lo sapesse è la straordinaria carovana che parte tre volte ogni estate da DDU (base francese di Dumont D'Urville) a 1.100 Km da qui e porta tutto il necessario (carburante, materiali ecc.). E' un lungo convoglio di grandi trattori che trainano gigantesche slitte. Percorre la distanza a 10 km/h per 10 ore al giorno, ed impiega circa 12 giorni ad arrivare ed altrettanti a tornare. Secondo me è una cosa straordinaria. E’ partita da qui poco prima che arrivassi. Dicono sia partita oggi da DDU, arriverà quindi fra 12 giorni, quando sarò già andato via.
Oggi qualcuno faceva volare aquiloni approfittando del vento, che però abbassava la temperatura percepita a circa -40°C.
Un francese faceva sci di fondo, si era portato dietro gli sci (sicuro che la neve non sarabbe mancata!).
Anche la nave Astrolabe avrebbe dovuto partire oggi da DDU verso la Tasmania (6-7 giorni di navigazione); non è però riuscita a raggiungere la base di DDU a causa dei ghiacci, per cui i trasbordi di uomini e materiali sono stati fatti con elicotteri sopra il pack.
Saluti a tutti
La prossima volta vi parlerò dell'aria dell'Antartide.

Graziano

22/12/2009
Dicevo che avrei parlato di come è l'aria in Antartide.
Fredda naturalmente, ma non basta: è anche molto asciutta per cui respirando si asciugano naso e bocca. Il naso spesso sanguina, almeno nei primi tempi. Io (previdente) mi sono portato un umidificatore da casa, che uso la notte, e poi lascerò in eredità.
Un'altra conseguenza dell'aria asciutta è che ci si carica di elettricità statica, che da un lato è molto fastidiosa perchè toccando gli oggetti si lanciano scintille di 1 cm, dall'altro può mandare in tilt i computer. Per questo i tavoli con i computer hanno delle strisce di nastro adesivo di alluminio che a sua volta è messo a terra, così toccando il tavolo si scarica l'elettricità. Io ho fatto la stessa cosa sotto la suola delle scarpe e funziona abbastanza bene.
L'aria poi, come vi avevo già detto è limpidissima perchè non c'è inquinamento, nè umidità. La foto che vi mando dimostra come sia talmente limpida che è possibile oscurare il sole con un dito! Non c'è il minimo alone.
Notizie della nave Astrolabe: ancora bloccata dai ghiacci con il suo carico di persone ansiose di tornare in Europa. Invece il 19 è partita da Lyttletone in Nuova Zelanda la nostra nave "ITALICA" che arriverà a Baia Terranova il 25 o 26. Anche per lei ci sono ghiacci ma è più grossa, più potente ed ha il vento in poppa, per cui non dovrebbe avere problemi (mi dicono). Ritarderà solo perchè deve deviare la rotta a causa di un grande iceberg. E' la nave su cui salirò a febbraio per una campagna oceanografica ed il ritorno in Nuova Zelanda.
Un'altra foto curiosa fa vedere il Twin Otter che passa a meno di venti metri dalla porta del mio container, non capita spesso dalle nostre parti in Italia! Oggi passerà di qui per fare carburante un DC3 che sta facendo studi dall'alto del continente antartico attraverso ultrasuoni (un'ecografia insomma).
Ciao
Graziano

23/12/2009
Vi rinvio una foto fatta il 21 dicembre (solstizio d'estate) da Jonathan Zaccaria, alle ore 21.30, 22.30, 23.30, 1.30 e 2.30. E' il sole di mezzanotte. Per farla ha dovuto mettere la macchina fotografica in una scatola isolata e riscaldata.
Ciao
Graziano

24/12/2009
Ciao,
vigilia di Natale anche qui. Stasera cenone, scambio di auguri, consegna dei diplomi antartici, brindisi ecc.
Il menù è segreto ma è certo che i due chef , Jean Louis Duraffourg (a sinistra nella foto) e Giorgio Deidda (che farà anche l'inverno), daranno il meglio di sè.
Io ho passato il pomeriggio ad aiutare ad addobbare la sala da pranzo e il soggiorno, sotto l'implacabile sguardo di Jean Louis che controllava l'allineamento dei bicchieri, dei piatti, la posizione delle posate ecc. Alla fine, comunque, ha detto: c'est parfait! E' perfetto! (per fortuna!) E non è finita! Domani gran pranzo!
Il Natale qui a Concordia è del tutto laico (festa del solstizio), non vi sono simboli religiosi, anche perchè fra noi ci sono Cristiani, Mussulmani ed Atei (in piena armonia). C'è uno scambio di auguri da tutte le basi antartiche. Vi mando quello fatto da Renato Zasso (nivologo naturalmente) che mi sembra il più adatto alla nostra situazione: neve ovunque!
Abbiamo anche fatto la foto di gruppo che vi giro.
Non prevedevo di passare il Natale qui, per fortuna nel borsone ho una camicia ed un paio di jeans (che dovrò stirare), tanto per non andare vestito 'da Antartico'!
Notizie dall'oceano: la nave ‘Italica’ cammina e dovrebbe arrivare a Baia Terranova il 26 (speriamo, perchè da questo dipende il mio ritorno sulla costa; l'aereo Twin Otter la aspetta per portare qui materiale e persone), mentre l'altra nave, ‘Astrolabe’, è ancora ferma per il ghiaccio, vedi gli auguri arrivati da bordo con l'oceano ghiacciato attorno!).
Auguri a tutti dunque
Graziano

27/12/2009
Natale è passato, con le sue abbuffate (a proposito vi allego il menu). Ieri, 26 dicembre, in Francia non è stata festa per cui si è lavorato.
Io sono andato con Renato Zasso e Daniele Frosini (rispettivamente nivologo e glaciologo) a 7 km dalla base a fare buche per i soliti rilievi (cristalli e densità della neve). Il ghiaccio vero e proprio comincia a circa 80 metri di profondità e ci si arriva con delle trivelle carotatrici (vedi foto). Forse non tutti sanno che sotto di noi ci sono esattamente 3270.2 metri di ghiaccio, tanto hanno trivellato - per tre anni - prima di trovare i sassi!
Vi accenno anche a due attività scientifiche astronomiche: IRAIT e COCHISE.
IRAIT (International Robotic Antarctic Infrared Telescope) è un telescopio con camera infrarossa che può osservare la galassia a bande di frequenza difficilmente osservabili alle latitudini temperate. L'Antartide, e in particolare DomeC, al contrario, grazie al freddo e alla bassissima umidità presentano una atmosfera eccezionalmente trasparente per l'infrarosso, che non ha pari in nessuna altra parte del mondo. Alberto Mancini e Antonfranco Pilluso si occupano del montaggio e della messa a punto del telescopio. Mancini si occupa dell'elettronica e del software necessari ad un funzionamento completamente automatico del telescopio. Pilluso si occupa dell'assemblaggio e della messa a punto della complessa meccanica del telescopio e dell'osservatorio. IRAIT dovrebbe effettuare le prime osservazioni nel 2010.
COCHISE: Cosmological Observations at Concordia with High-sensitivity Instrument for Source Extraction) é un telescopio millimetrico di 2.60 metri di diametro. Il suo obiettivo principale è lo studio del Big Bang, cioè il momento iniziale della storia del nostro Universo. Per eseguire questi studi si osserva la radiazione millimetrica proveniente dal cosmo. COCHISE é il telescopio più grande attualmente installato a Concordia, quindi viene utilizzato anche per esperimenti tecnologici. Se ne occupano gli astronomi Giorgio Dall'Oglio, professore di fisica alla 3a Università di Roma, e Lucia Sabbatini astronoma sempre alla 3° Univerità di Roma.
Oggi è domenica e non si lavora, è attiva la piscina.
L'Italica è arrivata in mattinata a Baia Terranova, io dovrei partire da qui domani (in Antartide i tempi non sono mai certi!) e poi sembra che ci sia maltempo a midpoint.
Quindi domani faranno forse un volo solo con persone, meno di 600 kg, in modo da evitare di fare sosta per rifornimento e fare tutto un tiro fino a qui. Qui invece il tempo è bello e non tanto freddo: -29.3°C (Windchill -39.7°C).

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Salmone affumicato su crostino ai due colori
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Sorbetto all'acquavite di Pera
Croccante di Tacchino ai Funghi
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Crostatina con Mousse al Cioccolato

Natale
Spaghetti con Cozze Gamberetti e Zafferano
Coscette di Rana con burro all'aglio
Coppa del Colonnello
Medaglioni di Manzo su crostino di fegatini al Madera
Verdure varie
Formaggi Italiani e Francesi
Tronchetto di Natale
Tartufi al cioccolato

Ciao
Graziano

28/12/2009
Sembra certo: domani mattina alle 9.30-10 arriva il Twin Otter da Baia Terranova e verso le 11 parto per il mare! Finalmente ossigeno a volontà e caldo (si fa per dire).
Naturalmente niente è sicuro in Antartide, ma è probabile. Mi aspetta il solito volo di 5 ore, con scalo a Midpoint per il rifornimento, saremo due passeggeri, il resto cargo. La cosa stressante è che in cinque ore di volo passerò altrettanti fusi orari, arrivando a Baia Terranova alle ore 21 locali ! Praticamente salto quasi un giorno!
Adesso sono le 21.30 e fuori c'è un bellissimo sole, con una luce calda che ti fa passare la voglia di partire (solo la luce è calda: la temperatura è -32.9°C, windchill -40.9°C), ma davvero non si sta male! Certo i baffi ghiacciano (vedi foto).
Penso che qui al campo estivo, dove sono alloggiato, faremo due spaghetti all'aglio-olio- peperoncino di saluto. E' comunque un addio! Sto per lasciare uno dei luoghi più straordinari del pianeta ed alla fin fine mi dispiace molto, anche se mi aspettano nuove esperienze.
Ciao a tutti
Graziano

DA BAIA TERRANOVA

30/12/2009

Ciao.
Ieri sera sono arrivato a Baia Terranova, con una mezz'ora di anticipo perchè non abbiamo fatto sosta a Midpoint (avevamo solo circa 700 Kg di carico).
Le prime tre ore di volo sono state come al solito noiose: ghiaccio bianco all'infinito tutto attorno. Poi sono cominciate le prime increspature del ghiacciaio ad indicare che incominciava la discesa verso il mare, da lì in poi il paesaggio è diventato sempre più incredibile, con le montagne ed i ghiacciai che sembrano davvero dei fiumi (che percorrono solo un metro all'anno). Il più incredibile è il "Drigalski" che sprofonda per decine di km nel mare.
Qui a Baia Terranova il clima è molto più mite, oggi addirittura sopra lo zero (nella foto un ruscello di acqua fusa che scende da un piccolo ghiacciaio). E poi c'è più ossigeno! La mia saturazione di ossigeno nel sangue è passata da 86% a 98%!
Oggi sono andato a fare assistenza ai sub che si immergono al di sotto del ghiaccio per studiare la fauna marina. Uno 'skua' (stercorario) ha imparato che quando i sub si immergono creano dei movimenti ascensionali dell'acqua per cui emergono frammenti di pesci morti. Così, senza fatica, si sazia. E lui puntualmente arriva (vedi foto).
E puntualmente arrivano, scivolando sulla pancia, i pinguini di Adelia, che sono molto curiosi.
Nel pomeriggio sono andato a fare due passi nella baia gelata. Lungo la strada è arrivato su una vecchia Fiat Campagnola il meccanico della Kenn Borek (Twin Otter). Gli ho chiesto se arrivava l'aereo. 'Si' - mi ha detto - 'ma non sul pack, bensì ad "Enigma Lake"' (che è un avvallamento sopra la baia).
'Vuoi venire?' - mi chiede -. 'Ok'. Ho chiesto con la radio il consenso alla sala operativa. Arrivati agli ski-doo parcheggiati sul pack mi fa: 'Hai già guidato lo 'ski-doo'?' 'Si certo, a DomeC, ma preferisco che guidi tu - dico io -. 'No - fa lui - ne prendiamo uno a testa'.
Il fatto è che a DomeC lo 'ski-doo' è il mezzo normale di trasporto, ma lì è tutto inesorabilmente piatto. Invece per la prima volta ho attraversato la baia sul pack con le fenditure ed i salti, poi una lunga e ripida, diritta salita di almeno 5-600 metri sul ghiacciaio, poi una breve discesa, poi un lago con ghiaccio blu (dove i pattini slittavano), infine una bella strada in piano. Al ritorno eravamo tre 'ski-doo' (io, il meccanico e, nel terzo, il pilota del Twin Otter, Bob, con la co-pilota). Se la salita mi aveva preoccupato, e non poco, la discesa ancora di più. Invece i canadesi si sono lanciati giù in piena velocità. Alla fine mi avevano dato quasi due km di distacco e mi hanno aspettato un bel po' alla Campagnola!
Che figura!
Ciao
Graziano (ancora tutto intero!)

02/01/2010
Ciao a tutti.
Intanto auguri di buon anno (in ritardo).
Naturalmente anche qui si è festeggiata la mezzanotte del 31 dicembre, in maniera un po' particolare, infatti si è fatta la grigliata di carne all'aperto.
In realtà a mezzanotte era freddino perchè il sole era dietro il monte e si stava all'ombra. Ad un certo punto tutti sono entrati al cosiddetto "Pinguinattolo" (pinguino+scoiattolo), uno chalet di legno adibito a sala comune con tanto di caminetto acceso in stile alpino.
Oggi pomeriggio con Sandro Torcini (responsabile per la protezione dell'ambiente antartico), Francesco Pezzo e Valerio Volpi (ricercatori dell'Università di Siena del Dipartimento di Scienze Ambientali) siamo andati in elicottero a "Inexpressible Island".
Quest'isola è famosa nella storia dell'Antartide perchè nel 1912 sei marinai della spedizione di Scott vi vennero sbarcati per fare rilievi, ma a causa del vento la nave non riuscì a recuperarli e così vi passarono l'inverno vivendo in una grotta di neve, mangiando foche e pinguini (ed anche i pesci trovati nello stomaco delle foche!).
Abbandonarono l'isola il 30 settembre per andare fino a Cape Adare, dove furono salvati ai primi di dicembre.
Su quest'isola vi è una pinguinaia di circa 30.000 coppie di pinguini di Adelia. Io ho aiutato Sandro Torcini a perimetrare la pinguinaia con il GPS, Francesco e Valerio dovevano rilevare i nidi di Skua. Inoltre abbiamo raccolto qualche guscio di uovo di pinguino per studi con isotopi (così ho capito).
Sulla riva vi sono alcune carcasse di leoni marini, rari da queste parti.
La pinguinaia è grandissima, era la prima volta che vedevo migliaia di pinguini tutti in un colpo. Moltissimi i nidi (fatti di sassolini) ma pochi cuccioli. Quando ci si avvicina i pinguini si allarmano, gridano e difendono il nido, uno mi ha anche beccato su una gamba, e sbattono le alucce con cui ti colpiscono. Naturalmente bisogna cercare di disturbarli meno possibile. E' un'esperienza veramente interessante anche se ha due aspetti spiacevoli: il primo è l'odore, infatto migliaia di pinguini che vivono sui loro escrementi a tratti emanano un odore non proprio gradevole (mangiano pesce!). Il secondo è il fatto che si cammina fra migliaia di corpi di pinguini morti e mummificati di ogni età ed epoca. Infatti il clima qui impedisce la putrefazione e mummifica i corpi. Ad un certo punto si è posto il problema che serviva un po' di sangue di pinguino, ma non avevamo la rete. Mentre si stava discutendo come fare, due pinguini curiosi si sono avvicinati a noi e così è partita una divertente "caccia al pinguino" con inseguimento e tentativi di placcaggio. Il primo mi è sgusciato fra le mani e si è messo a distanza di sicurezza, il secondo , che non si era spaventato, è stato alla fine placcato da Valerio. Così è stato salassato, misurato e pesato (Kg 4.5).
Finito il lavoro siamo andati alla targa che ricorda l'avventura del 1912. Chiamato l'elicottero, siamo tornati alla base dopo un bellissimo volo su ghiacciai e montagne, pronti per la tradizionale pizza del sabato sera. Nelle foto tre dei marinai al momento del salvataggio (neri del fumo del grasso di foca bruciato per scaldarsi).
Graziano

04/01/2010
Oggi qui c'è il sole, ma vento da ovest che spinge banchi di ghiaccio al largo. Le temperature sono comunque abbastanza miti, anche se l'estate sta per finire.
Fra le attività che si svolgono anche qui c'è il lancio del pallone meteorologico a ore 12 e ore 24. Sale oltre 20.000 metri e trasmette direttamente i dati di temperatura, posizione, pressione ed umidità ai satelliti, che poi li trasmettono in Italia. Sono anche andato nel laboratorio di Carlo Abete, Collaboratore Tecnico dell'ICCOM-CNR sezione di PISA, ed ho chiesto in cosa consiste il suo lavoro.
"L'attività del mio gruppo di ricerca in Antartide - mi risponde - ha come obiettivo prioritario quello di valutare l'evoluzione del continente antartico in relazione alla presenza di inquinanti organici come policlorobifenili e policiclici aromatici. Allo scopo in questa spedizione vengono prelevati campioni di neve superficiale e di acqua di mare che prima sono trattati nei laboratori della base qui in Antartide, per poi essere analizzati al loro arrivo in Italia".
Ancora due parole sui pinguini di Adelia: raggiungono la maturità riproduttiva a 4-5 anni, vivono in media 12 anni ma ne sono stati trovati vecchi di 20 anni. Depongono due uova in un nido fatto di sassolini (non ci sono vegetali in Antartide), ma non sempre sopravvivono i due piccoli. Sono predati a terra dagli 'skua' che mangiano le uova ed i piccoli, in mare dalle orche e dalle 'foche leopardo' (queste pericolose anche per l'uomo). Di orche ne sono passate qui avanti ieri cinque e due giorni fa una coppia, probabilmente in cerca di pinguini o foche. Anche foche di Weddell qui ce ne sono parecchie, che dormono sul ghiaccio. Prossimamente ve ne manderò qualche foto.
Ciao
Graziano

06/01/2010
Ciao a tutti.
Nei giorni scorsi c'è stato vento, due giorni fa anche forte. Ha staccato una parte della banchisa e se l'è portata al largo. Così si vedevano passare davanti alla base ampie lastre di ghiaccio, con sopra 5-6 pinguini che dormivano o passeggiavano. Nessun problema per loro: arrivano a nuoto fino a 170 Km al largo per cacciare i pesci!
Quando ho fatto la foto della foca con l'aereo in fondo era appunto uno di quei momenti di forte vento (55-60 nodi). La velocità era vicina a quella di decollo del Twin Otter, che in effetti si è alzato contro vento dopo pochissimo (circa in due metri ha detto poi Bob a cena, esagerando un po'). Perfino le foche che stanno tutto il giorno sul pack, immobili a parte una gratattina ogni tanto, si erano ritirate nelle loro buche sott'acqua. Usano le fratture della banchisa per uscire a respirare e mantengono il buco rompendo il ghiaccio. Le foto non rendono l'idea, ma solo molto grosse, lunghe circa tre metri (mi informerò del peso ma penso alcuni quintali). Mi hanno detto che, a differenza dei pinguini di Adelia che d'inverno partono, le foche restano in zona, aprendosi i varchi nel ghiaccio, quando sono troppo vecchie per farlo muoiono. Mi è stato chiesto se, dato che siamo al mare, c'è un molo ed una imbarcazione. E infatti ci sono, il battello si chiama "Malippo" e serve per le attività di ricerca in mare e per trasporti da e per la nave Italica quando arriva. Vi mando un paio di foto delle rocce attorno alla base: qui è tutto granito, scolpito dal vento e dal gelo in strane forme.
Stasera serata medica: farò lezione di Rianimazione Cardio-Respiratoria. Stasera è nevicato, ma solo un'imbiancata. Abbiamo sei americani ospiti, sono atterrati con il DC3 a Browning Pass, qui vicino, perchè a Mc Murdo, dove erano diretti, c'è maltempo: c'est l'Antartique!
Vediamo domani se potranno ripartire.
Ciao
Graziano

07/01/2010
Oggi ha nevicato forte fino verso le 12, poi ha smesso. Ma qui, al mare, non ha accumulato se non dove depositata dal vento.
La temperatura è tutto sommato mite: -2°C, vento moderato a 20 nodi (circa 40 Km/h).
Stamattina sei orche sono passate qui davanti, e questa volta si vedevano chiaramente. Non solo la pinna dorsale ed il dorso, ma anche il muso con la grande macchia bianca e quella ai lati del dorso. Questo perchè uscivano con la testa per "guardare attorno", meglio per pinguini e foche non essere nelle vicinanze!
Ho chiesto all'ornitologo se con questa bufera di neve i piccoli di pinguino muoiono: solo se succede nei primi cinque giorni di vita, poi riescono a resistere. Mi ha anche spiegato perchè fanno il nido di sassolini: perchè drenano l'acqua. Infatti quando nevica, nella pinguinaia si forma spesso una poltiglia di neve sciolta (e guano).
Ieri avevo chiesto di andare a riaccompagnare i sei Americani bloccati con il DC3 a Browning Pass, che è un ghiacciaio in una valle parallela alla baia. Non è un grande ghiacciaio per l'Antartide, anche se in confronto a quelli delle Alpi è immenso. Solo alle 17 il tempo è migliorato, il pilota dell'elicottero è andato a dare un'occhiata per vedere se era fattibile, poi è tornato e ci ha caricati. Il volo è durato solo pochi minuti, il tempo di attraversare la baia ghiacciata con i pinguini sotto di noi che correvano qua e là spaventati, superare le basse montagne ed atterrare vicino all'aereo.
A dire il vero si "ballava" un po'. Lì c'era già più neve (una decina di cm). La pista viene battuta con i gatti delle nevi, e ci sono due container di salvataggio nel caso qualcuno dovesse restare bloccato lì per il maltempo (vedi foto). Il DC3 è decollato in un vortice di neve fresca ed è sparito nelle nuvole diretto alla base americana di Mc Murdo. Il tempo di fare due foto e siamo rientrati.
Ciao a tutti
Graziano

09/01/2010
E' sabato mattina, il tempo è bello, non fa tanto freddo.
Per tre giorni è stato nuvoloso e nevischiava un po', poi ieri sera verso le 5 il cielo si è aperto ed è venuto il sole.
Così l'elicottero è potuto partire per riportare Francesco Pezzo e Valerio Volpi, di cui vi avevo già parlato in occasione della attività a Inexpressible Island, a Edmonson Point.
Edmonson Point è a circa 70 Km da qui, sull'altro lato del vulcano Melbourne (2.720 m), che si vede di fronte alla base dall'altra parte della baia a 42 Km.
C'è una pinguinaia e Francesco e Valerio passano la maggior parte del tempo là per studiare i pinguini, alloggiati in una "mela", che è un piccolo rifugio di vetroresina (vedi foto).
Io sono andato con loro, ma non sono potuto scendere dall'elicottero in quanto si tratta di una zona tutelata ed io non avevo il permesso per camminare in quel posto, lo avrò il giorno 21, quando dovrò dare una mano a fare un censimento dei pinguini.
Con noi c'era anche Riccardo Bono che doveva controllare delle apparecchature poste su una spiaggia vulcanica di sabbia nera (dove, se fossi sceso, avrei potuto fare belle foto di pinnacoli di ghiaccio bianchi sulla sabbia nera), e su una piccola cima proprio sopra il ghiacciaio che porta a Browning Pass (foto).
Il volo è stato bello, in tutto un'ora e mezza, con i soliti panorami mozzafiato verso le montagne, ghiacciai immensi, il vulcano che finalmente ho visto da ovest (vedi foto), la banchisa con alcuni iceberg bloccati dal ghiaccio (nella foto di uno di questi si vede l'ombra dell'elicottero).
Quando siamo decollati dalla montagna il pilota  ha fatto una picchiata verso il ghiacciaio abbastanza "emozionante".
Abbiamo sorvolato la pista di atterraggio di Browning Pass sulla via del ritorno.
Ciao
Graziano

11/01/2010

Ciao a tutti.
Ieri sera c’è stata la cerimonia dello “Spinguinamento”.
E’ il rito di iniziazione all’Antartide cui vengono sottoposti quelli che per la prima volta hanno superato il 60° parallelo sud.
Gli 'spinguinandi' vengono sottoposti a scherzi più o meno “benevoli” sotto lo sguardo di 're e regina pinguino', che poi devono dichiarare avvenuto lo 'spinguinamento' e far entrare il neofita nella schiera degli Antartici. Una serata goliardica.
Oggi la giornata era un po’ grigia, con temperature di poco sotto lo zero ma un po’ di vento che rendeva l’aria ancora più fresca. Il vento ha portato un sacco di ghiacci nella baia, anche con alcuni piccoli iceberg. Poi magari il vento gira e la baia nel giro di dodici ore torna libera.
Sui ghiacci molti pinguini e stasera anche un’orca in cerca di fortuna.
Io sono andato a fare una passeggiata pomeridiana su una collina sopra la base (260 m sul mare), da cui si vede un bel panorama: a ovest la baia ed il vulcano Melbourne, a est - all’orizzonte, ma ben visibile col binocolo (che ho sempre con me) - la bianca linea del margine occidentale dell’incredibile ghiacciaio Drigalski, che dal plateau scende verso il mare. E dentro al mare si allunga in una lingua lunga circa 100 Km e larga 25, da cui ogni tanto si staccano giganteschi icebergs. Camminare sulla morena non è agevole, ma più di tutto infastidisce la presenza degli skua. Hanno i nidi fra i sassi ed in questo periodo hanno i piccoli, per cui sono molto aggressivi e quando ti avvicini al nido ti assalgono con picchiate fino a pochi centimetri dalla testa con un verso simile a quello del gabbiano, ma più rauco. Qualcuno è stato anche schiaffeggiato sulla faccia dalle zampe palmate, altri hanno ricevuto una “bomba” addosso. Sono animali molto tenaci e adattati a vivere qui, mangiano un po’ di tutto, comprese uova e piccoli di pinguino. Sono uccelli un po’ simili ai gabbiani. Grandi volatori, sono stati visti fino in Groenlandia. Mi dicono, anche, che nidificano solo in Antartide. Fanno due uova ma in genere solo un piccolo sopravvive, l’altro è spesso sopraffatto dal fratello, soprattutto se scarseggia il cibo.
Proprio due giorni fa, attratto da un forte pigolio, ho assistito alla scena di due piccoli, di cui uno beccava accanitamente l’altro, e la madre che strillava come per separarli. Senza riuscirci, però. Quando il povero piccolo, vittima del fratello, è riuscito a mettersi sotto le ali della madre non è servito a niente: l’altro ha continuato a beccarlo ancora. Io me ne sono andato ma è immaginabile come sia finita…
Altro episodio a cui ho assistito cinque giorni fa: uno skua è finito fra le pale dell’elicottero che gli ha tagliato le ali. E’ caduto a terra e dopo circa un minuto un altro skua gli è andato vicino. Che scena commovente, ho pensato, guarda: forse è il compagno o la compagna del poveretto che lo veglia! Macchè! Trenta secondi dopo ha iniziato a mangiarselo! Insomma sono certamente animali interessanti per gli ornitologi, ma non molto simpatici!
Ciao
Graziano

14/01/2010
Oggi sono tornato ad Edmonson Point per essere istruito su come contare i piccoli di pinguino, conta che dovrò eseguire verso il 21 del mese. Adesso sono quasi tutti con i genitori, ma per quella volta saranno raggruppati in numerosi gruppi.
Contarli è un casino, bisogna farlo in due persone per tre volte e poi fare la media. Pare impossibile ma anche quando ci sono gruppi ristretti, i numeri non sono mai uguali. Si fa appunto la media. Figurarsi nel gruppo più grosso: la prima volta - con un apposito contatore che si aziona col dito - ne ho contati 996, la seconda 868!
Prima di rientrare alla base con l’elicottero siamo passati alla pista di Browning Pass a recuperare una sacca di sopravvivenza.
Queste sacche sono degli zaini che chi esce e va lontano dalla base toglie dall’elicottero e tiene con sé, nell’eventualità che causa maltempo l’elicottero non possa ritornare. Dentro c’è una tenda per tre persone, tre sacchi a pelo, fornello a gas, cibo liofilizzato, segnalatore fumogeno, cassetta di pronto soccorso, fischietto, pala ecc.
Ciao
Graziano

15/01/2010
Oggi sono partiti una trentina di ricercatori con la nave Italica, arrivata il 12. Se tutto va bene fra sette giorni saranno in Nuova Zelanda. Per 48 ore sono stati scaricati container di carburante e merci. Quindi la base adesso è più tranquilla. Sono rimasti i logistici e saranno fatti i lavori preparatori alla chiusura invernale.
Invio delle foto che rappresentano i pinguini di Edmonson Point e della base MZS. Qualche foto è colta al volo: in una si vede come saltano fuori dall'acqua, in un’altra un pinguino salta in mare da un sasso, in una si vede come nuotano sott'acqua e vi assicuro che sono velocissimi.
Ad Edmonson Point si nota anche una specie di cancelletto: serve a contare e pesare i pinguini, alcuni portatori di marcatura. Davanti alla pinguinaia ci sono ancora 20 km di ghiaccio, che i pinguini percorrono a piedi prima di trovare il mare aperto e procurare il cibo per sé e i piccoli. Per adesso ognuno di essi è accudito da un genitore ma fra qualche giorno cominceranno a raccogliersi in gruppi. Così entrambi i genitori faranno la spola.
Francesco ha anche ripreso un assalto di uno skua. A Edmonson ce ne sono circa 150! Siccome lui e Valerio li conoscono tutti, mi ha anche detto che quello che mi faceva gli assalti è una femmina abbastanza buona e che, se volevo, mi faceva provare uno cattivo, di quelli che ‘schiaffeggiano’: ho declinato l'invito! Ieri ha nevicato e stamattina era bianco, la temperatura è molto mite e la neve si è sciolta, sono uscito in pantaloni e pile, così ho lavato la tuta rossa da lavoro, impolverata di guano di pinguino!
Ecco anche tre immagini fornite da Ennio Cocca che è venuto fin qui per pescare: non per divertimento ma per studiare i pesci!
Ciao
Graziano

17/01/2010
E’ passata la domenica.
Ho fatto la notte, cioè il giro di controllo ogni due ore degli impianti tecnologici: motori per la produzione della corrente elettrica, potabilizzatore dell’acqua (infatti l’acqua dolce viene ricavata desalificando quella del mare), impianto termico, impianto di produzione dell’azoto liquido, frigoriferi vari a +5°, -20° e -80° C, dove non sono conservati solo i cibi ma anche i campioni di neve, ghiaccio, acqua ed altro che torneranno in Italia per essere analizzati.
Vi immaginate se un frigo - dove sono conservati i campionamenti di una stagione - “saltasse”? Un anno di lavoro buttato via!
Dopo aver passato la notte in piedi, naturalmente la mattina ho dormito. Poi consueta passeggiata ad Enigma Lake: tempo splendente (il cielo non è blu intenso come a DomeC ma comunque di un bell’azzurro), temperature miti, a parte un po’ di vento.
Comunque ci sono andato in pantaloni di velluto e pile. E’ come un mese di marzo in montagna.
A cena la grigliata. Siccome bisogna dare una mano, stasera ho aiutato a lavare piatti e stoviglie.
D’altra parte tutti sperano che il medico non faccia il suo lavoro! Nel senso che tutti stiano bene. In realtà fin’ora (facendo i debiti scongiuri) non ci sono stati né malattie né infortuni gravi. Più che altro dolori alla schiena da lavoro, alle ginocchia da camminata sulle morene, raucedini e mal di gola. A DomeC naturalmente anche un caso di congelamento al volto (non grave per fortuna). Qui a Baia Terranova due di casi suture di ferite, un paio di radiografie senza frattura, alcune di ecografie. In tre casi si trattava di ricercatori tedeschi della vicina base di Gondwana, che si trova dall’altra parte della Baia Terranova. Base molto meno attrezzata della nostra, che funge loro da supporto logistico (ed evidentemente anche medico). Naturalmente abbiamo una squadra di pronto soccorso a cui abbiamo assegnato i vari compiti in caso di incidente o malore gravi. Quest’anno, in base, abbiamo spesso un gruppo di una ventina di pinguini di Adelia molto curiosi che appena ti vedono arrivano e, zampettando, vengono vicino a te. Come a vedere casa fai o ‘cosa sei’, in genere dopo pochi minuti si stufano e tornano in mare. Si vede che noi umani siamo proprio noiosi. Qualche volta danno proprio l’impressione che si chiamino come a dire: “hei, qui ce n’è un altro, dai venite a vedere!”. Si tratta di animali giovani che non hanno ancora “messo su famiglia”, sono molto divertenti. Stiamo fantasticando che magari potrebbero fondare una nuova pinguinaia. Ne ho fotografato uno che sembra avere una moneta nel becco trovata in mare, è impossibile naturalmente, ma la foto……che ne dite?
Ciao
Graziano

20/01/2010
In base si è presentata una giovane foca, piccola rispetto alle altre che credo siano circa il doppio. Si è lasciata avvicinare senza problemi. Allora, però, mi ha ringhiato mostrandomi i denti ed alzandosi verso di me. Subito dopo comunque ha ripreso il suo sonnellino.
Ciao
Graziano

22/01/2010
Ieri giornata antartica della conta dei pulcini di pinguino.
Come mi avevano insegnato, sono andato a fare il censimento a Edmonson Point. A dire il vero, al mattino, sembrava si dovesse rinviare. Infatti soffiava il "catabatico", cioè il vento che dal continente soffia verso la costa, determinato dal movimento delle masse di aria fredda che "scivolano" verso il mare. Può raggiungere anche i 300 km/h. Ieri aveva punte di "soli" 83 nodi, cioè circa 150 km/h.
Il vento ha staccato e portato via ampie fette di banchisa, liberando il mare verso Tethys Bay (che è dietro un promontorio presso la base).
In attesa di sapere se si sarebbe partiti, sono salito sul promontorio per vedere quanta Tethys si fosse liberata. Arrivato sul culmine il vento era così forte che, per non cadere, mi sono dovuto mettere in ginocchio! E poi sono tornato al riparo carponi.
La sala operativa ci aveva detto che avrebbero fatto sapere qualcosa a mezzogiorno. Infatti più o meno a quell'ora conferma, per radio, che il decollo è alle 14. "Mah? - ho pensato - con tutto questo vento!" In effetti i meteorologi avevano ragione: alle due il vento era praticamente zero! Era cessato quasi di colpo. In elicottero ci abbiamo messo circa venti minuti per arrivare a Edmonson Point, volo tranquillo a parte qualche bel colpo di vento che faceva ballare e sbandare l'elicottero. Eravamo io e Riccardo Schioppo, che oltre che a contare i polcini doveva fare la manutenzione della stazione meteo e scaricare i dati del cancello-bilancia dei pinguini.
Il paesaggio ad Edmonson Point è lunare, tutto materiale vulcanico del vicino vulcano Melbourne. La conta è stata un po' lunga ma senza altri problemi che il tormento degli attacchi degli skua, in tutto abbiamo contato un totale circa 1600 pulcini, tre volte ciascuno come da regola. Con un po' di ritardo rispetto agli altri anni i piccoli cominciano a riunirsi in gruppi, così entrambi i genitori possono recarsi in mare a caccia - come già avevo detto - camminando per 20 km sulla banchisa (più il ritorno).
Al rientro abbiamo percorso la costa fino a Cape Washington, dove ci sono i 'pinguini imperatore', ma il ghiaccio sulla banchisa era troppo sottile e così non siamo potuti atterrare, ed io ancora una volta non sono riuscito a vedere gli imperatore da vicino. Il panorama comunque valeva lo stesso la pena, alla grande!
Sosta, infine, alla base tedesca di Gondwana a visitare un geologo con la febbre.
Ciao
Graziano

25/01/2010
L'altroieri, sabato 23 gennaio, ha nevicato tutto il giorno, solo una decina di cm. Ieri invece era una giornata molto mite con temperature un poco sopra lo zero e sole splendente.
Nel pomeriggio ho avuto l’incarico di prendere un pochi di campioni di 'cacca' di foca (eh si, in Antartide si fa anche questo). Congelata, verrà spedita in Italia per non so quali studi. Così io e Gianluca Ippolito, detto “Ippo”, guida alpina, siamo andati sul pack di Tethys Bay.
Quando si va sul pack la guida è obbligatoria, perché c’è il rischio di finire in un crepaccio e lasciarci le penne. La guida sonda il ghiaccio e decide dove si può passare. Il pack qua e là presentava spaccature e gemendo sotto l’effetto del mare.
Comunque con la motoslitta (detta anche skidoo) ci siamo diretti dove si vedevano assembramenti di foche, alla ricerca di qualche 'cacca'. Soprattutto nei luoghi dove erano stati praticati i fori nel ghiaccio per i sub, che le foche adesso usano per uscire dall’acqua. Altrimenti i buchi devono praticarli loro con i denti, dove il pack presenta qualche frattura. A tratti si sprofondava nella neve accumulata dal vento negli infossamenti. Le foche come al solito dormivano pacifiche, alcune enormi, per nulla infastidite da noi che ci giravamo intorno. La raccolta ha avuto successo! E poi io ho avuto la fortuna di fare la foto che vi mando (la sua testa che sbica dal ghiaccio), che per me è la migliore che abbia fatto in questa spedizione, e che speravo di riuscire a fare dal primo giorno.
Come al solito è stata una combinazione di fortuna e pazienza.
Ciao
Graziano

26/01/2010
Oggi, martedi 26, nevica.
Pensavo di mandarvi qualche immagine del mare, quello che c'è sopra e quello che c'è sotto. Sopra è facile: ghiaccio, foche, pinguini e skua. Intendo sia la banchisa - che adesso, qui, a Baia Terranova si è molto ridotta sotto l'effetto del vento e del caldo -, sia gli iceberg - che ogni tanto arrivano portati dal vento e gironzolano un po' per la baia per poi sparire.
Sotto il ghiaccio è tutta un'altra storia, come vedete dalle foto fatte da Stefano Schiaparelli, ricercatore dell'Università di Genova e subacqueo.
La vita è molto più varia. In genere i sub preferiscono immergersi sotto il ghiaccio, perchè quando questo se ne va fioriscono le diatomee e l'acqua diventa verde e non c'è nessuna visibilità.
Con la nave 'Italica’ è arrivata la seconda imbarcazione che affiancherà il ‘Malippo’. Quando è arrivata tutti hanno storto il naso: bruttarella, ed usata, pesante e con un solo motore. E' stata costruita in Polonia, e si chiama - indovinate un po? - ‘Skua’!
Invece nel primo giro di prova i marinai hanno cambiato presto idea: è si un po' meno manovrabile del ‘Malippo’, ma è molto robusta, il motore è potente ed è progettato per funzionare in acque fredde. Infatti l'acqua di mare aspirata per il raffreddamento deve essere preriscaldata. Inoltre le attrezzature sul ponte (gru ecc.) funzionano molto bene. Insomma lo "Skua" sarà all'altezza dei compiti che lo aspettano nelle prossime spedizioni.
Dimenticavo di dire che nel giro di prova sono salito anch'io, il mare era come l'olio perchè c'era un’infinita barriera di ghiacci che chiudeva tutta la baia, con alcuni icebergs. Uno siamo proprio andati a toccarlo, in senso letterale: bello. E' quello che vedete in foto, non grandissimo ma lucido e colorato, perchè si era già ribaltato, cioè era emersa la parte che prima stava sotto al mare. Anche in quest’occasione i pinguini di Adelia hanno dimostrato la loro curiosità, infatti uno di loro per un bel po' ha nuotato a fianco dell’imbarcazione sott'acqua con (ogni tanto) i salti fuori in aria. Nella foto, alle mie spalle, Francesco Reale. Nell'altra, il secondo marinaio Andrea Cervelli. Invece l'animaletto con la penna ‘Bic’ l'ho fotografato io per dare un'idea delle dimensioni.
Ciao
Graziano

27/01/2010
Ennio Cocca, il 'pescatore scientifico' di cui avevo parlato nel resoconto dello scorso 15 gennaio, mi ha fatto avere delle informazioni più dettagliate a proposito della sua interessante attività legata al mondo della fauna marina (del tutto particolare, evidentemente) di queste latitudini.
Alla galleria immagini si aggiunge solo ora, dopo un inconveniente tecnico, una foto dell’amico Alberto Mancini, del quale avevo accennato a dicembre in merito alle attività scientifiche astronomiche della base 'Concordia Dome C' con i telescopi Irait (International Robotic Antarctic Infrared Telescope) e Cochise. Mancini si occupa dell'elettronica e del software necessari ad un funzionamento completamente automatico del telescopio.

Ma ecco la scheda fornita da Ennio Cocca:

Mi chiamo Ennio Cocca, sono un biologo molecolare e lavoro a Napoli all’Istituto di Biochimica delle Proteine del CNR. Sono impegnato nelle ricerche in Antartide da vari anni, dove ho svolto attività in basi (Stazione Mario Zucchelli - Italia, Palmer Station - USA) o in navi, per campagne di pesca. Infatti sono interessato allo studio degli adattamenti evolutivi dei pesci 'Nototenioidei', che sono caratteristici delle fredde acque dell’Oceano Meridionale.
Queste specie costituiscono la quasi totalità dei pesci che vivono nelle acque antartiche, e mostrano caratteristiche fisiologiche che gli permettono di sopportare temperature così basse (fino a quasi -2 °C), a cominciare dalle loro proteine “antigelo”, che hanno la stessa funzione del “Paraflu” nei radiatori delle nostre automobili.
Io mi occupo dello studio dei geni coinvolti nel trasporto dell’ossigeno. In collaborazione con ricercatori italiani e statunitensi, in un progetto durato vari anni, abbiamo svelato il difetto genetico degli “icefish” (pesci di ghiaccio), che sono gli unici animali che non hanno emoglobina nel sangue!
Questi pesci si presentano con un aspetto quasi vitreo ed hanno un sangue incolore, dove l’ossigeno è trasportato direttamente come gas disciolto (grazie alle basse temperature la sua concentrazione è maggiore). Le nostre ricerche hanno svelato la causa genetica che impedisce loro di esprimere l’emoglobina, la proteina rossa che lega e rilascia l’ossigeno in tutti gli organismi superiori. Un altro progetto, partito di recente, è rivolto allo studio della proteina HIF (fattore indotto dall’ipossia), che ha un ruolo centrale nel controllo dell’espressione genica in funzione della concentrazione di ossigeno.
In Antartide la mia attività parte proprio dalla pesca di queste specie così interessanti, che avviene usando varie tecniche, a seconda dello stadio del ghiaccio marino: con le reti, con le nasse, con le canne (le ultime due anche dai buchi nel ghiaccio). I pesci vengono poi trasferiti nell’acquario (della base o della nave), dove vengono condotti i primi esperimenti. Si procede poi alla preparazione dei tessuti e ad un trattamento iniziale in laboratorio. Infine i campioni vengono spediti in Italia dove le ricerche continuano con varie tecniche e strumentazioni.

Ciao
Ennio Cocca

28/01/2010
Entra nella rassegna fotografica anche la guida alpina Gianluca Ippolito detto "Ippo", di cui ho parlato nella mail delle foche. Infatti eccolo mentre osserva un esemplare dormiente.
Ciao
Graziano

30/01/2010
Ciao a tutti.
Questa è probabilmente l'ultima e-mail che scrivo da MZS (Mario Zucchelli Station) perchè il 31 mattina andrò a Cape Hallet, a 350 km da qui, per salire sulla nave 'Italica'.
Vi annoierò anche da lì per raccontare in cosa consiste l'attività oceanografica della nave. Però, adesso che sto per lasciare la base, mi rendo conto che non l'ho mai descritta. Naturalmente più che le parole valgono le immagini.
La base ormai ha 25 anni, ma ci si vive abbastanza comodamente. Contando anche la foresteria, che è costruita a fianco, può ospitare fino a 130 persone circa. Come vedete dalla foto è pittosto grande. Oltre alla parte per così dire "alberghiera", cioè camere, mensa, salette ecc., ci sono anche gli uffici, i laboratori, la sala operativa da cui si dirigono i voli di aerei, elicotteri, si fanno le previsioni meteo (fondamentali), si mantengono i contatti fra le persone. Infatti tutti noi abbiamo sempre la radio e, se ci allontaniamo dalla base, comunichiamo dove andiamo e periodicamente ci mettiamo in contatto per dire che tutto va bene. All'esterno ci sono i capannoni con magazzino, officine, garage ecc. Ci sono tre "Helipad", cioè piazzole per gli elicotteri ed il molo.
Invece le piste per l'aereo sono tre: sul pack finchè è sicuro (e ci possono atterrare tutti i tipi di aereo, anche il C130), Enigma Lake che si trova su un pianoro a circa tre km dalla base, Browning pass come ripiego se Enigma non è utilizzabile e per gli aerei più grossi.
Come vi avevo già detto l'acqua viene prodotta desalificando quella di mare, le acque reflue sono purificate e quella che viene rimessa in mare è controllata per garantire il minor inquinamento possibile. L'energia elettrica e riscaldamento sono prodotti con motori diesel e bruciatore a gasolio.
Naturalmente anche qui c'è il problema dello smaltimento dei rifiuti. Si fa la raccolta differenziata. Carta, legno e rifiuti organici (come i residui di cibo) vengono inceneriti in un apposito inceneritore che viene acceso quando si è accumulato un adeguato quantitativo. I fumi vengono abbattuti, raccolti ed inviati in Italia per lo smaltimento. Plastica, metallo, vetro vengono sminuzzati e portati in Italia per lo smaltimento o il recupero.
Un accenno alla cucina: anche qui si mangia benone, la cucina rispetto a Concordia è più mediterranea. Il problema è che a differenza di DomeC, dove per il freddo e l'altitudine si consuma molto, qui si ingrassa perchè è dura rinunciare alle ottime pietanze che ogni giorno vengono preparate dai due cuochi, Peppino Peluso (a sinistra nella foto di Tiziano Bastianelli) di Torre del Greco e Franco Lubelli di Cagliari.
Peppino è il cuoco di MZS da 19 anni! In una foto anche lo "Skua" la piccola imbarcazione di cui vi avevo già parlato.
Ciao
Graziano

01/02/2010
Ciao a tutti.
Sono salito sulla nave 'Italica'.
Dovevamo partire alle 7 del mattino, invece si è alzato un vento forte per cui siamo alla fine partiti alle 10. Io con il Twin Otter, gli altri con due elicotteri. Il volo è stato tranquillo fino a che non siamo scesi di quota per avvicinarci a Cape Hallet: si è ballato un po'.
Siamo atterrati sulla banchisa, i piloti (due ragazzi giovani) hanno prima sorvolato la pista, poi con il palmo delle mani mi hanno fatto segno che avrebbero fatto una passata. Hanno per così dire saggiato la pista facendo scivolare i pattini sul ghiaccio, anche per spianare eventuali "sastrugi", cioè asperità del ghiaccio. Hanno poi ripreso qutota e dopo un altro giro siamo atterrati senza nessun problema.
Sono stato prelevato dall'elicottero e portato direttamente sulla nave, che era "parcheggiata" con la prua incastrata nel ghiaccio della banchisa come si vede nella foto.
Cape Hallet è un posto molto bello, vi è quella che forse è la più grande pinguinaia di Adelia dell'Antartide con molte decine di migliaia di coppie.
Il monte Herschel a picco sul mare è alto oltre 3000 metri e ci sono ghiacciai verticali azzurri alti centinai di metri. Peccato che fosse nuvoloso, così niente belle foto. Gli elicotteri hanno poi fatto 43 "Sling", cioè trasporti con un cavo appeso sotto al velivolo. Infatti dai pressi della pinguinaia sono stati asportati i resti di una stazione scientifica USA, poi diventata neozelandese, infine smantellata.
La guida Ippo (di cui vi ho già parlato) e l'incursore Simone Brunetti stavano sul pack per sganciare il carico dagli elicotteri ed agganciarlo al "bigo", che è quella specie di gru che si trova sulle navi. Ad un certo punto però la banchisa ha cominciato a fratturarsi ma il lavoro è finito prima che i pezzi si allontanassero in mare. Nella foto si vede la linea di frattura, in ogni caso tutto è stato fatto rispettando i criteri della sicurezza. subito dopo siamo ripartiti superando una barriera di ghiaccio ed icebergs, anche grandi, verso il mitico "Mare di Ross". Vi parlerò della nave e del lavoro che deve fare la prossima volta.
Ciao
Graziano

02/02/2010
Ciao,
terzo giorno di navigazione sull'Italica nel leggendario Mare di Ross. La nave è lunga 130 metri. Costruita nell'ex Unione Sovietica, è una nave da trasporto progettata per navigare fra i ghiacci. Infatti tutte le scritte sono in cirillico (e in russo naturalmente). Lo scafo ha uno spessore doppio e la struttura è rinforzata. Acquistata dall'attuale armatore, in Italia è stata ulteriormente migliorata. A detta dei marinai è un'ottima nave. Ha un motore da 6000 cavalli, cinque cilindri, 120 giri al minuto al massimo (si, non è un errore di battitura: centoventi). L'elica fa gli stessi giri del motore.
Benchè possa usare molti tipi di combustibile, qui in Antartide, per ragioni di protezione ambientale, brucia uno speciale gasolio a basso contenuto di zolfo. A vedere le valvole in movimento viene da pensare a quello di una gigantesca macchina da cucire.
Nella foto (con me vicino per dare le proporzioni) si vedono le valvole, il resto del motore è al piano di sotto.
Le cabine sono confortevoli e la cucina (ahimè) è ottima, se possibile ancora meglio di MZS. Non ho avuto il mal di mare, ma il mare è calmo.
Siamo passati anche fra i ghiacci per recuperare un "mooring" con molti icbergs, anche molto grandi, il più grande - ho calcolato - di alcuni km. Le foto che vi mando sono di uno a cui siamo passati molto vicini. I puntini neri alla base sono uccelli.
L'altezza dovrebbe essere di circa 60 metri fuori dall'acqua e circa 300 (cinque volte tanto) sotto. Cos'è un "mooring" ve lo racconterò la prossima volta. Per adesso dico solo che per recuperare il mooring "H" c'è stata una buona dose di fortuna, infatti è riemerso in uno specchio di acqua libera fra i ghiacci.
Vi allego una mappa satellitare dei ghiacci antartici dove ho segnato la posizione. Come si vede l'estensione di questi ghiacci alla deriva è di oltre mille km. Dopo un paio d'ore di navigazione a zig-zag fra icebergs e blocchi più o meno grandi verso il mooring "A" (dove arriveremo dopo 24 ore circa), i ghiacci sono finiti, il comandante dice finalmente, io invece dico peccato!
Ciao
Graziano

03/02/2010
Oggi giornata di navigazione fra i ghiacci.
Ogni tanto, anche mentre scrivo, la nave vibra e si scuote quando attraversa dei lastroni di ghiaccio.
Ci stiamo avvicinando a Hell's Gate, che è un ghiacciaio a fianco di Inexpressible Island (dove hanno passato l'inverno i sei pionieri nel 1912). Chiamato così ("porta dell'inferno") a causa dei forti venti che soffiano quasi sempre.
Siamo in ritardo di alcune ore sulla tabella di marcia per raggiungere il prossimo mooring da recuperare, a causa dei ghiacci. Abbiamo fatto slalom fra le placche, spesse circa un metro e vaste, a volte, come un campo da calcio.
Qualche volta però ci passiamo in mezzo spezzandole come la glassa di una torta. Facendolo, però, la nave vibra tutta con scossoni un po' preoccupanti. Si immagina che una nave sia una struttura molto rigida, invece quando colpisce il ghiaccio si vede chiaramente la prua che si flette in alto ed in basso vibrando (un po' come la punta degli sci).
Ma adesso vi dico in parole povere cosa sono i "Moorings" che i ricercatori presenti in nave stanno recuperando.
E'una catena di strumenti verticale ancorata sul fondo da una zavorra (1 o 2 ruote di treno) e sostenuta verticalmente da galleggianti (vedi disegno). Il cavo che collega i vari componenti e' di Kevlar da 14 mm. A circa 5 metri dalla zavorra sono posti gli sganciatori acustici, che servono per la manovra di recupero; la zavorra e' a perdere. La boa superficiale e' a oltre 400 metri dalla superficie per evitare che un iceberg (che può essere profondo anche 300 mt) se lo porti via.
Mentre nel resto del pianeta la piattaforma continentale è a circa 200 mt di profondità, in Antartide è a 500-600 mt perchè tutto il continente antartico è sprofondato dentro la crosta terrestre per l'immane peso dei ghiacci che lo ricoprono. La catena di strumenti comprende i correntometri ed il registratore di temperatura e conducibilità, che servono per misurare velocita', direzione, temperatura e conducibilita'dell'acqua. Vi sono delle trappole che servono per la raccolta di flussi di particelle che precipitano verso il fondo. Sotto la trappola, a forma di imbuto, vi è un sistema rotante con tante bottigliette che così raccolgono le particelle a tempi determinati, ad es ogni mese. Gli sganciatori (che per sicurezza sono due, che si apra uno o l'altro è uguale) vengono attivati con un segnale radio. A quel punto i galleggianti portano tutto a galla. Con un rampino la catena di strumenti viene agganciata e poi tutto viene issato a bordo con un verricello. I moorings che stiamo recuperando sono stati messi in mare due anni fa. Tre dei sei recuperati verranno riposizionati dopo essere stati di nuovo messi a punto, cambiate le batterie ecc. I dati raccolti vengono invece naturalmente registrati, i campioni conservati per essere poi studiati. Spero di essere stato abbastanza chiaro e di non avervi annoiato.
Ciao
Graziano

05/02/2010
In anticipo sul previsto siamo rientrati a Baia Terranova e sono iniziate le operazioni di carico e scarico di cose e persone. La base, infatti, chiude per l'inverno.
Porteremo in Nuova Zelanda anche il personale di DomeC. In aggiunta a quelle di ieri vi mando delle foto di ghiacci che non ci stavano nella mail per problemi di volume. In una si vede come fra i ghiacci il mare possa essere veramente piatto come l'olio.
Durante la anvigazione ho visto solo due balene, alcuni pinguini solitari, sia di Adelia che Imperatore. Qualcuno anche sul blocco che veniva colpito e frantumato dalla nave. A quel punto grande fuga scivolando sulla pancia sopra il ghiaccio! In più si sono viste anche molte foche con i piccoli, qui ancora bianchi a differenza che a Baia Terranova.
Ciao
Graziano

09/01/2010
Ciao a tutti.
Ore 21.30. Stamattina ci siamo svegliati con il vento catabatico. E' il vento generato dal flusso di aria fredda che dal centro dell'Antartide precipita verso il mare. Si riconosce dagli sbuffi di neve sulle cime delle montagne, come si vede dalla foto. Circa 80 km all'ora, non tantissimi. Tanto però da impedire le operazioni di carico delle ultime cose (ancora due elicotteri e qualche container) e delle ultime persone della base, che chiude per l'inverno.
Così la nave è stata tutto il giorno "alla cappa" cioè con la prua al vento e l'elica in moto quanto basta per stare ferma. Anche una nave coreana, nella baia, è ferma alla cappa. I coreani devono aprire una base e stanno cercando un buon posto, forse a Inexpressible Island.
Avremmo dovuto partire alle ore 0.01 di domani, così però il ritardo potrebbe essere di 24 ore, sempre che il vento cessi! Come dicono a DomeC: "c'est pas facile l'Antartique!".
Vi farò sapere.
Ciao
Graziano

10/02/2010
Alle ore 21 siamo partiti, destinazione Nuova Zelanda. Con 21 ore di ritardo a causa del catabatico di ieri.
Stamattina è stato posizionato un mooring a poche miglia dalla base. Sono stati caricati gli ultimi due elicotteri ed anche il Malippo, l'imbarcazione della base, che torna in Italia per riparazioni.
E' stata trainata fino all'Italica dall'"Eisbjorn" (Orso del ghiaccio), che è il battello che sta nella stiva della nave e serve per i contatti con la terraferma (vedi foto, il malippo è a sinistra). Avanti alla prua ha un palo di ferro con cui sposta i blocchi di ghiaccio se intralciano la navigazione, anche di discrete dimensioni.
Durante il pomeriggio sono stati caricati i restanti "abitanti" della base e, per ultimi, quelli che hanno provveduto alle ultime operazioni di chisura invernale. Dopo la cena tutti in plancia, tre colpi di sirena, il brindisi e poi rotta verso nord.
Durante la navigazione verrà calato in mare l'ultimo mooring, fra circa 13 ore. Dalle ultime carte dei ghiacci dovremmo trovare pochi ostacoli (allego 'mappa'  di ieri: l'Antartide è in grigio, i ghiacci sono colorati a seconda della densità, il nord è in basso a 180°).
In sei giorni e mezzo circa dovremmo arrivare a Lyttleton (Nuova Zelanda). Tutti sperano che dopo il Mare di Ross, che generalmente è calmo, in oceano non ci sia mare grosso. Staremo a vedere.
Ciao a tutti.
Graziano

15/02/2010
La navigazione verso la Nuova Zelanda continua ad una velocità di circa 24 km/h. Ieri e stanotte il mare era agitato e si ballava molto. Per fortuna oggi è un po' più tranquillo, infatti c'era più gente in mensa. E' normale soffrire il mal di mare, soprattutto se è agitato. Dopo qualche giorno ci si adatta. Io non ho avuto problemi perchè navigo ormai da 12 giorni. Ci si abitua tanto che poi allo sbarco si può avere invece il "mal di terra", cioè una sensazione di disagio ed anche malessere dati dall'immobilità del suolo dopo tanto tempo che il corpo si era abituato al movimento, cercando continuamente l'equilibrio.
Stamattina abbiamo passato il 66° parallelo sud. La scorsa notte, infatti, per la prima volta dopo oltre due mesi ho visto un po' di buio. Da adesso in poi la notte farà buio sempre più a lungo. Domani passeremo il 60°. In mare compare ogni tanto ancora qualche isolato iceberg. Sono cominciati ad apparire in cielo anche gli albatros e numerose petrelle. Ieri cinque orche, ma nessuna balena, peraltro con il mare grosso non è facile vederle. Il cielo finora è stato sempre coperto, ogni tanto ha nevicato, la temperatura dell'aria è sempre sotto zero ed anche quella dell'acqua del mare, ma si nota che aumenta lentamente di qualche decimo di grado ogni giorno.
Le giornate sono scandite dai pasti, qualche film la sera, letture e grandi dormite. Insomma vita un po' noiosa e nessuna occasione di belle foto. Ne mando allora una molto interessante di Simone Brunetti sul pack a Cape Hallett davanti nalla prua dell'Italica, fatta da Gianluca Ippolito (detto "Ippo").
Ciao
Graziano

16/02/2010
Questa è l'ultima e-mail.
E' il 16 sera. A mezzanotte ci sarà l'ultimo collegamento satellitare. Domani in mattinata si arriverà a Lyttleton, in Nuova Zelanda. Finalmente!
Il viaggio in nave è stato lungo e faticoso perchè abbiamo avuto quasi sempre brutto tempo e mare grosso, con vento fino a forza 8 e mare 8. Vuol dire onde alte, la nave che rolla (si inclina di lato) fino a 30°. A parte il disagio che dà in quel momento anche a chi non soffre il mal di mare. Questo vuol dire che tutto si ribalta. E' un'impresa mangiare, non si riesce a dormire perchè si è sbattuti nel letto di qua e di là, in cabina tutto sbatte e si ribalta (valigie, sedie ecc.), è un'impresa fare tutto: dallo scrivere al computer a lavarsi, fare la doccia è perfino pericoloso.
Il cuoco, ad un certo punto, ha detto che stava cucinando come se qualcuno stesse tentando di ucciderlo, con le pentole che volavano! Gli unici che sembravano a loro agio erano gli uccelli che volano di continuo attorno alla nave, (molti tipi che non conosco), fra tutti i giganteschi albatros. Arrivano a 3 metri e mezzo di apertura alare, volano di continuo senza battere le ali sfiorando il mare con la punta delle ali e sono veramente eleganti a dispetto della loro mole e del loro aspetto ridicolo (ricordate l'albatros del film di cartoni animati "Bianca e Bernie"?).
Peccato che per il mare grosso non sia riuscito a fare delle belle foto. Verso il 64° parallelo abbiamo incontrato gli ultimi icebergs, vi mando una foto di uno che è in fase di ribaltamento e si è spezzato in due, deve essere in mare da un paio di anni. Abbiamo visto anche alcune balene, ma sono riuscito a fotografare solo lo sbuffo di aria.
Oggi per fortuna è ricomparso il sole nel pomeriggio ed il mare si è calmato un po', siamo arrivati a livello della Nuova Zelanda, la temperatura dell'aria è decisamente mite. Fra la gente a bordo è ricomparso il sorriso!
Mi ha stupito vedere un po' di foche qui a circa 300 km dalla terra più vicina. Sono foche totalmente differenti da quelle di Weddel, sono infatti molto più piccole. Adesso vi saluto e vi dico arrivederci in Italia.
Ciao
Graziano

 (con la collaborazione di Alessandro Pennazzato)




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Gianluca Ippolito e Simone Brunetti Operazioni di carico. Gianluca Ippolito e Simone Brunetti Nave 'Italica', 'Acceleratore 'ex URSS' Nave 'Italica', 'Acceleratore 'ex URSS' Nave 'Italica', cabina Nave 'Italica', cabina Mappa antartica dei ghiacci Mappa antartica dei ghiacci Nave 'Italica', sala macchine e valvole Nave 'Italica', sala macchine e valvole Recupero 'mooring' 1 Recupero 'mooring' 1 Recupero 'mooring' 2 Recupero 'mooring' 2 Recupero 'mooring' 3 Recupero 'mooring' 3 Recupero 'mooring' 4 Recupero 'mooring' 4 Cattedrale di ghiaccio Cattedrale di ghiaccio In navigazione In navigazione Mare liscio come l'olio Mare liscio come l'olio In navigazione 2 In navigazione 2 Vento catabatico lungo la costa Vento catabatico lungo la costa Stivaggio elicottero Stivaggio elicottero Smontaggio pale Smontaggio pale Nave coreana Nave coreana Iceberg vicinissimo alla base Iceberg vicinissimo alla base Mappa dei ghiacci, 9/10 feb 2010 Mappa dei ghiacci, 9/10 feb 2010 'Malippo' (a sx) e battello-appoggio 'Eisbjorn' 'Malippo' (a sx) e battello-appoggio 'Eisbjorn' Simone Brunetti e nave 'Italica' Simone Brunetti e nave 'Italica' Albatros, la terra è vicina Albatros, la terra è vicina La balena soffia La balena soffia Ultimo iceberg avvistato (in capovolgimento) Ultimo iceberg avvistato (in capovolgimento) Lyttleton, Nuova Zelanda Lyttleton, Nuova Zelanda

Commenti

24/07/2010 17:41:32, Maria Luisa
ma come si fa per andare a lavorare in antartide??sarebbe una bella esperienza..chi mi puo dare qualche dritta??

31/03/2010 20:50:48, Andrea
Complimenti per il lavoro svolto e per le magnifiche fotografie! Se non soffrissi il mal di movimento sarebbe il luogo piu' interessante che vorrei visitare!

22/02/2010 10:13:51, T. Puntel
Bravo questo mio parente. Ne sono orgoglioso!


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