
Sfruttare le risorse
naturali del territorio per consentire alle comunità locali di godere di
benefici economici sul fronte risparmio in bolletta e per rimpinguare le casse
municipali. Nascono con questi obiettivi le centraline idroelettriche in
montagna, sistemi in grado di usare l’energia dell’ambiente senza ricadute
negative sul paesaggio, a beneficio delle popolazioni che scelgono di vivere in
zone spesso disagiate. E con le stesse finalità stanno sorgendo un po’ in tutta
la montagna anche le “nuove” centrali a biomasse, una realtà che nei Paesi del
centro e nord dell’Europa rappresentano ormai esperienze già ben consolidate e avviate.
Tra
i progetti legati all’acqua c’è quello della Val Resia che sfrutta le acque del
Rio Barmann. Il progetto è stato ideato nel 2000 e avviato quasi in sordina,
grazie a una fattiva collaborazione tra Cosint di Tolmezzo e Comune di Resia.
Il Cosint ha investito 4 milioni e mezzo di euro nel progetto di riattivazione
della vecchia centrale del Rio Barmann, un impianto utilizzato per la
produzione di energia elettrica fino all’anno del sisma. È nel 1976, infatti,
che l’Enel decide di dimettere la centrale anche per i danni causati dalle
scosse.
Oggi
di quel sistema restano visibili alcune condutture ruggini e lo stabile che
ospitava la turbina. Un nuovo locale macchine è già sorto a poca distanza: è
qui che confluiranno le tubazioni provenienti dal rio. A pieno regime la
centralina produrrà 750 chilowatt, per una media di 6 milioni di chilowatt
all’ora per tutto l’anno.
Notevole
il guadagno per il Comune di Resia: 350mila euro netti all’anno. Una somma che
permetterà alla vallata di concretizzare nuove iniziative facendo affidamento
su forze proprie. Una disponibilità finanziaria in più che consentirà di
valorizzare l’unicità ambientale, naturale e culturale di una vallata del tutto
peculiare. Soddisfatto il sindaco Sergio Barbarino: «Finalmente diventa reale
un progetto di cui si parla ormai da 15 anni. E si tratta solo del primo passo:
stiamo elaborando, infatti, nuovi progetti».
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