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Territorio/Carnia

Post-Enduro a Tolmezzo,
Legambiente torna alla carica

Il presidente del Circolo carnico Marco Lepre replica al sindaco Zearo e mostra le foto di Curiedi e Prà Castello a distanza di alcuni giorni dal passaggio delle moto fuoristrada. Post-Enduro a Tolmezzo, 
 Legambiente torna alla carica

Ancora polemiche in città per il passaggio dei corridori durante gli Assoluti italiani di Enduro. Legambiente segnala con le foto le conseguenze dei passaggi a Pra' Castello ed in Curiedi.

 

"Gli organizzatori della gara avevano esplicitamente dichiarato nella loro relazione (necessaria per ottenere l'autorizzazione) che nelle zone di "cross" ed "enduro test", come quella di Pra' Castello, "nella ricerca del tracciato saranno da evitare gli attraversamenti degli spazi aperti sulle aree prative, dove eventuali danni da scoticamento sarebbero maggiormente visibili e più difficili da sanare. Si dovranno invece ricercare passaggi marginali e su aree ruderali, come lungo la fascia di servitù dell'oleodotto, o lungo i tracciati di servizio utilizzati nel corso di recenti lavori, dove sarà più difficile arrecare danni alla copertura vegetale".

 

"Avremmo una domanda - scrive Marco Lepre - molto semplice per gli Amministratori del Comune di Tolmezzo (che ci hanno accusato pubblicamente di essere degli “pseudo ambientalisti” e di “non aver fatto nulla nel sociale”), per i responsabili del Moto Club Carnico e per tutti i sostenitori della manifestazione che si è svolta sabato e domenica scorsi: per loro che cos’è un “Parco Urbano”? Li aiutiamo dicendo che, per rispondere, basterebbe consultare il Piano Regolatore Generale del Comune e il Decreto Regionale sugli standard urbanistici del 1995. Ma, al di là di questi aspetti non secondari (cioè il rispetto delle leggi e delle regole che dovrebbe riguardare tutti i cittadini a partire da chi riveste incarichi istituzionali), si può ritenere forse che Pra’ Castello, ridotto nelle condizioni in cui è stato ridotto (e che dureranno per mesi), meriti di essere definito un “parco”?

 

"In sostanza, una pista per l’enduro può essere assimilato ad un parco? Noi crediamo che nessuna persona dotata di buon senso affermerebbe una cosa del genere. Si vuole trasformare Pra’ Castello in una pista permanente per l’enduro? Basta che l’attuale Amministrazione cambi il Piano Regolatore e indichi da quale altra parte si recupererà il verde pubblico necessario alla città! Perché invece si continua ad imbrogliare le carte in tavola, scrivendo apertamente che non si passerà sui prati e poi facendo quello che è stato fatto? Perché, invece di rispondere nel merito dei rilievi e delle questioni poste nelle nostre “osservazioni”, si preferisce insultare chi chiede il semplice rispetto delle leggi? Abbiamo già alle spalle le esperienze del 2005 e del 2007: ci sono voluti mesi e mesi per far ricrescere l’erba e l’operazione non è riuscita dappertutto come può constatare chi si reca sul posto".

 

"Abbiamo documentato con foto come a oltre due anni di distanza fossero chiaramente visibili sul terreno i segni di dov’erano passate le moto. Siamo pronti a scommettere che entro i 40 giorni fissati dall’autorizzazione, ma probabilmente neanche tra sei mesi, Pra’ Castello non sarà ritornato nelle condizioni precedenti la gara. Cosa dovremmo fare? Chiudere un’altra volta gli occhi e alzare le spalle, facendo finta di niente?"

Un’ultima precisazione. "Nonostante le minacce e gli insulti, noi non abbiamo mai “gettato fango” sul Moto Club Carnico. Eventualmente sono alcuni suoi esponenti che si vantano di sfidare le leggi che vietano il transito dei veicoli a motore sui percorsi fuoristrada. Non abbiamo avuto difficoltà a riconoscere che la maggior parte dei soci di questa associazione presta un impegno disinteressato e si accolla un grande lavoro organizzativo".

 

"Non va taciuto però che l’associazione ha ricevuto un sostegno finanziario dal Comune di Tolmezzo (seppur contenuto, senz’altro superiore a quello che ricevono tante realtà più significative) e un contributo di 8 mila euro dall’Assessorato Regionale allo Sport (uno dei più alti concessi in tutta la Regione, alla faccia di decine di associazioni sportive, anche carniche, che fanno fare attività sane ed educative ai giovani e ai bambini). Per quanto ci riguarda, noi non prendiamo un centesimo né dalla Regione, né dal Comune di Tolmezzo che, anzi, qualche anno fa ci ha tolto la sede, nonostante pagassimo regolarmente l’affitto".


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Commenti

26/07/2010 18:41:00, Marco Lepre
Sentieri sistemati? Con tanto di "canalette per l'acqua"? Allude forse ai solchi verticali lasciati dalle gomme sul sentiero dal Monte Spin a Formeaso, lungo cui corre l'acqua erodendo il fondo? Come "tolmezzino" sono indignato per come è stato utilizzato e ridotto Pra' Castello. Non avevano nessun altro posto da scegliere che un Parco Urbano (Pra' Castello), le vicinanze di un Biotopo naturale (Torbiere di Curiedi) e un Geosito di interesse sovranazionale (Conoide dei Rivoli Bianchi)??? Ma stiamo scherzando? Gli organizzatori avevano detto che avrebbero evitato i prati aperti, visto? E adesso dovremmo anche dirgli bravi? Entro il 15 agosto dovrà tornare tutto com'era prima della gara. Staremo a vedere. Vedremo anche chi dovrà chiedere scusa. Quanto ai benefici per il turismo la "tolmezzina" vada a dare un'occhiata quanta gente c'è in Slovenia (proveniente da tutta Europa), non con le moto da enduro, ma a piedi o in bicicletta!

18/07/2010 20:33:21, una tolmezzina
sono gli ambientalisti che devono chiedere scusa al sindaco x il tanto casino k hanno fatto a vuoto.. dopo la gara è stato tutto sistemato, sentieri inagibili sono ora "strade" con tanto di canalette x l'acqua, posso garantirlo; per quanto riguarda pra castello l'erba ricrescerà appena verrà un po' di pioggia (siccome anche il prato di casa mia si secca con questo caldo)... questa manifestazione porta fama, turismo e quindi denaro alla regione... è ora di finirla con le critiche

13/07/2010 08:31:25, Un tarvisiano
Un tarvisiano forse dovrebbe farsi i fatti suoi visto che siamo noi i primi a passare sopra al rispetto per ambiente e tradizioni (vedi pista Bonfini) ma dato il precedente articolo dove il Sindaco si scalda a favore del motoclub organizzatore calcando la mano sulle associazioni ambientaliste oggi potrebbe almeno chiedere scusa dei danni arrecati e impoegnarsi a non prendere parte in modo così evidente in un contenzioso tra le parti. Che il Comune finanzi attività sportive va certamente bene ma bisognerebbe anche sgeglire con maggiore oculatezza chi finanziare e pretendere il rispetto degli impegni presi e il ripristino dei danni arrecati. Qui pare che come al solito se ne faccia una questione politica tra le persone anzichè una intelligente e oggettiva analisi dei fatti. Scusate l'intrusione.


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